Imballaggi innivativi biodegradabili, il progetto ReBioFoam

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Imballaggi innivativi biodegradabili, il progetto ReBioFoamLanciato ufficialmente il 1° febbraio 2009, il progetto ReBioFoam, un progetto di ricerca quadriennale mirato allo sviluppo di una schiuma in biopolimero biodegradabile e a base biologica da applicare come soluzione per imballaggi protettivi in alternativa a materiali espansi di origine sintetica.

Il progetto ReBioFoam (schiuma in biopolimero rinnovabile)ha presentato i suoi risultati nel corso di una conferenza internazionale tenutasi a Novara, presso l’Aula Magna della Facoltà di Economia alla presenza di rappresentanti della Commissione Europea e del Ministero italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Sovvenzionato dall’Unione Europea all’interno del 7° Programma Quadro e coordinato da Novamont, il progetto ReBioFoam ha visto la partecipazione di un consorzio composto da 10 membri provenienti da 8 paesi diversi (Italia, Polonia, Spagna, Repubblica Ceca, Irlanda, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito). La maggior parte delle attività di ricerca e sviluppo è stata condotta da un nucleo di partner industriali con forte predisposizione alla ricerca e alla conoscenza (Novamont, C-Tech Innovation, FEN e Chemtex Italia) in collaborazione con un gruppo limitato di centri di ricerca di eccellenza (Fraunhofer Institut, l’Università Tecnica Ceca e ITENE), aziende nel settore degli imballaggi (Complas Pack e Recticel) e un importante nome del settore degli elettrodomestici (Electrolux). L‘espansione dei biopolimeri è stata ottenuta con l’ausilio della tecnologia a microonde, che sfrutta il contenuto di acqua interno al materiale come agente espandente.

Il processo che ha portato alla produzione delle nuove bioschiume può essere articolato in due fasi principali:
(I) formulazione ed elaborazione, ossia estrusione dei materiali di base con piccole quantità di additivi rinnovabili e/o a base biologica e successivo trattamento, in modo da produrre granuli con specifici parametri appositamente creati per la successiva fase di espansione;
(II) espansione e stampaggio assistiti a microonde. Durante questa seconda fase si trasferiscono i granuli in uno stampo trasparente alle microonde e si rilavorano in un forno a microonde a temperatura controllata. Il rapido riscaldamento dielettrico dei granuli forza gli stessi ad espandersi sotto forma di schiuma nello stampo, portando così alla formazione di un prodotto espanso in 3 dimensioni. La fattibilità del processo è stata dimostrata su scala semi-industriale mediante lo sviluppo di una linea pilota automatizzata in grado di produrre il dimostratore definito (distanziatore oblò di lavatrice) con la densità richiesta (40-45 kg/m3). In parallelo è stato progettato un nuovo elemento di imballaggio di forma angolare, caratterizzato da superfici di appoggio differenti che possono essere montate in modi diversi così da ottenere elementi di svariate forme, che possono fungere da paraspigoli o angolari espansi per elettrodomestici, apparecchi elettronici di consumo, e così via.

Il successo del progetto REBIOFOAM apre nuove importanti vie in termini di sostenibilità ambientale e soluzione delle problematiche ambientali attraverso un approccio su base sistematica. Sono stati eseguiti test di biodegradabilità e compostabilità su un dimostratore REBIOFOAM in 3 dimensioni in conformità con la Normativa CEN sulla Biodegradabilità e Compostabilità (EN 13432:2002). È stata inoltre valutata la disintegrazione in condizioni di compostaggio domestico in conformità con le norme UNI 11355:2010, con il risultato di un’effettiva disintegrazione del materiale REBIOFOAM anche a condizioni di bassa temperatura. I risultati dell’Analisi del Ciclo di Vita applicata al nuovo sistema di imballaggio dimostrano che l’uso dello stesso offrirebbe notevoli vantaggi in termini di riduzione nelle emissioni di gas serra (ad esempio CO2 fossile) e nell’uso di fonti non rinnovabili (ad esempio olio). Relativamente alla gestione dei rifiuti, l’uso di sistemi di imballaggio espansi compostabili e a base biologica, rispetto ai prodotti espansi convenzionali, aiuta a togliere questi imballaggi innovativi dalle discariche e dagli schemi convenzionali di riciclaggio dei polimeri per conferirli sui sistemi di riciclaggio organico, già esistenti. Le discariche passerebbero dal 52% circa (scenario attuale con sistemi di imballaggio convenzionali) al 37% (scenario alternativo con un sistema di imballaggio compostabile), mentre il riciclaggio passerebbe dallo 0,5% (prodotto convenzionale) al 40% (prototipo compostabile), senza modifiche agli schemi di raccolta dei rifiuti attualmente in uso, e con ulteriori effetti positivi sui relativi costi di gestione diretta ed indiretta dei rifiuti.

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