Qual è l’approccio migliore nei confronti di una dieta dimagrante?

Nel momento in cui si prende la decisione di avviare una dieta dimagrante, occorre essere consci del fatto che la strada che si dovrà percorrere sarà lunga e articolata su più fasi. Perdere i chili in eccesso presuppone anche una corretta gestione di tutti i processi cognitivi che sono coinvolti in questa condizione. Si comincia con quella che si può definire fase di ingaggio: occorre capire quali sono le motivazioni da cui si è spinti, riflettendo sul periodo della vita in cui ci si trova e, magari, sulla propria capacità di tenuta.

Come mettere da parte lo stress

Nel caso in cui si avverta un certo nervosismo e magari si sia stressati, non bisogna rinunciare a seguire un programma dimagrante, ma semplicemente è preferibile optare per un modello alimentare meno impegnativo e che possa essere messo in pratica con più facilità. Quando ci si concede uno sgarro non ci si deve flagellare con i sensi di colpa, perché il segreto del successo di una dieta dimagrante sta anche nella serenità. Insomma, in base al livello di motivazione da cui si parte si decide se propendere per uno stile alimentare più o meno elastico. Gli esperti raccomandano anche di prendere nota delle emozioni che si vivono dopo che ci si è concessi un eccesso: una sorta di diario delle sensazioni che sarà utile per capire anche quali sono le situazioni in cui si tende ad abbuffarsi.

L’inizio della dieta

La perdita di peso, nella fase iniziale della dieta, è piuttosto rapida. Ciò determina uno stato di gratificazione e di felicità, ma non bisogna lasciarsi travolgere da facili entusiasmi perché il rischio è quello di abbassare la guardia. Le ricerche del settore dimostrano che ci vuole più o meno un mese per fare in modo che le nuove abitudini sostituiscano quelle precedenti, sempre a condizione che esse siano mantenute con costanza.

I consigli da tenere a mente

Almeno nei primi tempi, non ha molto senso concentrarsi di volta in volta sulla misurazione del peso, mentre è più utile focalizzarsi sul trend a lungo termine. La perdita di peso, dopo la fase iniziale, può fermarsi o comunque rallentare molto. Questo non deve essere preso come un segnale negativo, anzi: è una circostanza del tutto fisiologica, perché il corpo ha ridotto il metabolismo essendosi reso conto della minore quantità di cibo ricevuta.

Come valorizzare la dieta

È a questo punto che si dovrebbe aumentare il livello di intensità dell’esercizio fisico che si pratica, evitando di stressarsi più del dovuto. Bisogna concedere al proprio corpo tutto il tempo di cui ha bisogno per prendere dimestichezza con l’inedito stile di vita in corso. Il dimagrimento è un cammino che si sviluppa e si evolve nel tempo, e oltre al fisico si deve allenare anche la mente.

Il ruolo della mente

Per tenere sotto controllo il proprio peso in un’ottica di lungo periodo, è consigliabile pesarsi un paio di volte alla settimana. Qualora ci si dovesse rendere conto di una variazione di uno o due chili, non c’è da preoccuparsi: è del tutto normale. È importante concentrarsi sui singoli risultati che nel tempo si ottengono: per esempio passare da una taglia più larga a una più stretta. E se si viene colti da un improvviso attacco di fame, pensare proprio ai traguardi raggiunti è un ottimo modo per rinunciare alle tentazioni e riuscire a resistere. Per arrivare al peso forma ideale, insomma, occorrono delle strategie mirate, ma soprattutto una buona dose di pazienza e altrettanto impegno: con la fretta non si arriva da nessuna parte.

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