La sedazione cosciente? Per i bambini è un diritto

La sedazione cosciente al giorno d’oggi è ancora molto meno diffusa di quel che sarebbe auspicabile a causa di una serie di resistenze che, però, non trovano alcuna giustificazione né ragion d’essere. Uno dei motivi per i quali tale pratica non è ancora molto sviluppata ha a che fare con la quantità di tempo necessaria per gli operatori ai fini dell’attuazione della procedura. Insomma, gli odontoiatri sono scoraggiati perché la sedazione cosciente non è una pratica immediata e con effetti istantanei. Non è questo, però, il solo ostacolo: l’altro concerne direttamente la conoscenza della materia, visto che molti operatori sono portati a pensare che siano unicamente gli anestesisti a poter effettuare la sedazione cosciente. Non è così, invece, e gli odontoiatri hanno molteplici opportunità in questo senso, sempre senza oltrepassare le proprie competenze. 

La sedazione cosciente è un dovere

La sedazione cosciente, per un bambino che sta per andare “sotto i ferri” di un dentista, è un diritto: ne consegue che per l’odontoiatra essa deve rappresentare un dovere. Gli effetti positivi che tale pratica induce in un paziente di pochi anni sono molteplici: egli non solo non sente alcun dolore, ma soprattutto non avverte più l’ansia e la paura che caratterizzano, di solito, le sedute dal dentista. Purtroppo il nostro Paese è ancora piuttosto indietro in questo senso rispetto al resto d’Europa, dove – invece – la sedazione cosciente è una pratica comune e viene impiegata ampiamente in ambito odontoiatrico. Un potenziale rimedio potrebbe essere quello di una maggiore e migliore formazione, sia a livello universitario che a livello post-universitario: allo stato attuale in Italia su questo argomento esiste appena un master di secondo livello, che si svolge all’Università di Padova.

A cosa serve la sedazione cosciente

Come si è detto, uno degli scopi più importanti della sedazione cosciente è quello di fare in modo che i bambini (ma anche i pazienti più grandi, ovviamente) abbiano la possibilità di tenere sotto controllo la paura e l’ansia. L’ambulatorio e l’ospedale non sono più i due unici ambiti di cura principali dei bambini. Nel caso in cui venga adoperata in modo appropriato, infatti, la sedazione cosciente – che si basa sull’impiego di ossigeno e di protossido di azoto – consente in un contesto ambulatoriale di introdurre il piccolo paziente in quello che si può definire come un regime assistenziale intermedio, il che costituisce un valore aggiunto di non poco conto in ambito pediatrico. Risolvendo il problema della paura del dentis ta in modo così semplice, non si ha più la necessità di chiamare in causa la famiglia del bambino e di coinvolgerla in un lungo e articolato percorso basato su interventi di carattere assistenziale molto consistenti, se non addirittura interventi di natura psicologica.

Perché c’è bisogno di questa pratica

L’ideatore di questa tecnica si chiama Henry Langa, che l’ha sperimentata negli anni ’70: ciò vuol dire che si tratta di una soluzione non recente, ma ormai sperimentata e conosciuta a tutti. Non ci sono scuse per non ricorrervi, quindi, a maggior ragione se si considera che la mancanza di sedazione cosciente va a ledere un diritto del paziente e, soprattutto, del bambino. In sostanza, è come se ai piccoli venisse impedito di instaurare con il dentista un rapporto costruttivo e una relazione di fiducia. Non è detto che la visita da un odontoiatra si debba concretizzare sempre in un vissuto negativo, anzi: è legittimo fare in modo che ogni volta che se ne ha la possibilità gli stati di angoscia dei bambini vengano eliminati, anche perché potrebbero trasformarsi in vere e proprie fobie. Ed è noto che un adulto che ha paura del dentista tende a non sottoporsi alle v isite di cui avrebbe bisogno per curare la propria salute. 

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