È vero che le mucche felici fanno latte più buono?

È vero che le mucche felici fanno latte più buono?

È vero che le mucche felici fanno latte più buono?

Le mucche felici fanno il latte più buono e più nutriente: alcuni ritengono questa frase una battuta, altri ne fanno un vero e proprio slogan per difendere e promuovere la genuinità del latte prodotto nei propri allevamenti.

Il Welfare aziendale

Parafrasando il concetto e trasferendo il suo significato ad un ambito quale quello industriale o aziendale, si può spiegare in modo convincente il criterio di capitale umano da proteggere e valorizzare, riferendosi proprio ai dipendenti di un’azienda.
Il concetto di Welfare aziendale è basato proprio su questo tipo di premesse: dipendenti più felici migliorano il loro rendimento e sono più produttivi, per cui un’azienda ha tutti gli interessi a curarsi dello stato d’animo e dell’umore di chi tiene sotto contratto, volendo ragionare in termini meramente numerici e finanziari.

La responsabilità Sociale d’Impresa

A noi però interessa di più mettere in evidenza i risvolti che una vita professionale soddisfacente e libera da pressioni può avere sulla sfera privata nel suo insieme, perché un virtuoso Welfare aziendale che curi il benessere dei collaboratori è sempre più considerato fattore determinante.
Un business che sia in crescita e dimostri di essere sano è strumento perfetto di conciliazione tra vita lavorativa e vita privata, e può essere composto da decine di interventi di ogni tipo, dagli incentivi fiscali alle coperture complementari passando anche per un aiuto nella ricerca del campus estivo per genitori che lavorano o per una consulenza medica in seno all’azienda.
Molto spesso si tratta di iniziative di carattere non esclusivamente finanziario quanto piuttosto di servizi di forte valenza sociale che diventano un’integrazione sussidiaria per migliorare lo stato d’animo.
Il vero responsabile delle procedure di Welfare aziendale è il Sustainability Manager, figura professionale sempre più ricercata sul mercato del lavoro e nota anche con l’acronimo di CSR manager.
 

Il CSR è responsabile del green marketing

È lui ad occuparsi di tutti gli aspetti che riguardano la sostenibilità e la trasparenza, e lo fa mettendo in atto una serie di competenze tutte differenti tra loro che spaziano dal settore ambientale a quello sociologico ma includono anche fondamenti di diritto del lavoro e medicina del lavoro.
È proprio il CSR l’addetto all’analisi di tutti i dati raccolti, ed è anche la figura che deve mettersi in contatto con enti esterni che devono effettuare i necessari rilievi, ad esempio per le certificazioni di natura ambientale o per le verifiche sulla sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro. Si tratta di temi divenuti centrali nelle dinamiche imprenditoriali, perché quando si sente parlare di green marketing va tenuto presente che questo include anche tutti i progetti di respiro sociale che vengono portati avanti.
Maggiore è la credibilità di tali progetti e la loro trasparenza, maggiore è il successo di un’impresa su un mercato che è sempre meno disposto a tollerare disattenzioni o rischi, siano essi di natura ambientale o psicologica.

I consumatori vogliono sapere tutto su chi produce e su come lo produce, su quale impatto reale abbia l’attività imprenditoriale nel suo insieme. Ecco perché tutte le imprese che redigono un bilancio sociale in maniera coscienziosa e consapevole hanno tutti gli interessi a diffonderlo e renderlo pubblico.

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