DAI CONTATORI INTELLIGENTI LA SVOLTA PER LE SMART CITY IN ITALIA

School of Management – Politecnico di Milano www.osservatori.net

 COMUNICATO STAMPA

 Osservatorio Internet of Things

 DAI CONTATORI INTELLIGENTI LA SVOLTA PER LE SMART CITY IN ITALIA

 L’obbligo normativo dello Smart Metering gas offre un’opportunità unica per le città intelligenti

 

Un’infrastruttura di secondo livello può rendere possibile la sinergie tra i contatori intelligenti del gas e altre applicazioni: ‘illuminazione pubblica, monitoraggio di parcheggi e spazi verdi, gestione dei rifiuti sono solo alcuni dei possibili utilizzi

 La realizzazione di una Smart Urban Infrastructure in una media città offre risparmi fino 50% dei costi di investimento e al 70% dei costi operativi

  Milano, 6 Marzo 2013 – Nonostante il grande fermento attuale, la strada da percorrere verso le Smart City in Italia è ancora lunga e piena di ostacoli. Ma l’obbligo (tutto italiano) dell’installazione di contatori intelligenti presso almeno il 60% delle utenze domestiche entro la fine del 2018, può diventare un’opportunità per abilitare applicazioni diverse come, ad esempio, l’illuminazione pubblica, la verifica del riempimento dei cassonetti dei rifiuti, il monitoraggio degli spazi verdi, il monitoraggio del traffico, la gestione dei parcheggi. E così una rilettura dello Smart Metering gas per le Smart City può diventare il volano per le “città intelligenti”.

Lo sottolinea la Ricerca 2012 dell’Osservatorio Internet of Things della School of management del Politecnico di Milano nel suo approfondimento sulle Smart city, individuando una possibile chiave di volta per superare le numerose barriere attuali: la realizzazione di una Smart Urban Infrastructure, un’infrastruttura di comunicazione di secondo livello nativamente condivisa tra più applicazioni i cui nodi di primo livello non possono appoggiarsi a reti di comunicazione già esistenti su scala nazionale (come la rete mobile) o locale (come la rete WiFi).

L’Internet of Things infatti è una delle tecnologie abilitanti della città intelligente. Ma l’Italia si trova ancora all’inizio di un percorso di trasformazione che presenta ostacoli di diverso tipo: economici (costi elevati, capacità di spesa limitata, difficoltà nella valorizzazione dei benefici e quindi nella giustificazione degli investimenti), organizzativi (gestione del cambiamento e dell’innovazione, governance) e – in alcuni casi – anche tecnologici (standard di comunicazione e applicativi, efficienza energetica dei dispositivi).

La Smart Urban Infrastructure

La soluzione per superare questi ostacoli può venire da una rilettura dello Smart Metering gas in chiave di città intelligente. Per adempiere alla normativa del settore, infatti, nel giro di pochi anni verrà sviluppata una nuova rete di comunicazione in tutte le aree urbane italiane, in grado di raccogliere informazioni da contatori intelligenti del gas distribuiti nella città.

“È fondamentale ricercare sinergie con altre applicazioni di Metering, ma soprattutto con applicazioni  più  aperte  e  orientate  alla  Smart  City  –  afferma  Giovanni  Miragliotta,  Co- responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of management del Politecnico di Milano – Ad esempio, condividere parte dell’infrastruttura tecnologica con l’illuminazione intelligente potrebbe consentire di “alleggerire” i costi imputabili all’adempimento dell’obbligo normativo dello Smart Metering gas. E potrebbe essere un volano per le Smart City nella loro interezza, innescando un circolo virtuoso a livello locale e, se ben progettato, a livello paese”

 

E’ necessario però realizzare una Smart Urban Infrastructure, che, oltre ai “contatori intelligenti” può supportare la transizione verso la città intelligente abilitando altre applicazioni come, ad esempio, la verifica del riempimento dei cassonetti dei rifiuti, il monitoraggio degli spazi verdi pubblici, il monitoraggio del traffico, la gestione dei parcheggi ed aprire le porte allo sviluppo di applicazioni B2c totalmente nuove.

 

Si pongono così anche le basi per una “rivoluzione” nel mondo delle App, che potranno consentire sempre di più di interrogare gli oggetti della nostra vita quotidiana, grazie al fatto che questi “parlano” con la Smart Urban Infrastructure. Dalla pianta in giardino agli animali domestici, dalla posizione della bicicletta alla qualità dell’aria sul balcone, le opportunità sono innumerevoli e lasciano ampio spazio a nuove imprenditorialità, con potenziali ricadute positive in termini di sviluppo e occupazione. E’ un trend già in atto, come dimostrano le iniziative di alcune startup che hanno saputo guadagnare attenzione a livello internazionale.

I benefici

L’Osservatorio Internet of Things ha sviluppato un articolato modello di simulazione che consente di effettuare un’analisi tecnica ed economica del progetto di una Smart Urban Infrastructure. Per misurare il valore di un’infrastruttura di questo tipo, sulla base delle considerazioni ottenute l’Osservatorio Internet of Things ha poi applicato il modello a una media città italiana (70.000 abitanti, 60 kmq) interessata a implementare tre applicazioni: Smart Metering gas, illuminazione pubblica e monitoraggio del contenuto dei cassonetti per la gestione dei rifiuti. Ne emerge che la Smart Urban Infrastructure consente di ottenere risparmi significativi compresi tra il 25% e il 50% dei costi di investimento e tra il 50% e il 70% dei costi operativi rispetto al caso in cui ciascun   servizio  sia  implementato  indipendentemente  dagli  altri.  E  i  benefici  crescono ulteriormente all’aumentare del numero di applicazioni attivate.

“I benefici della realizzazione di una Smart Urban Infrastructure sono evidenti – conclude Angela Tumino, Co-responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of management del Politecnico di Milano – Per non rischiare che tutto questo si traduca però nell’ennesima occasione persa, è necessario cogliere al volo l’occasione dello Smart Metering gas. Dal momento che il quadro normativo non potrà essere eccessivamente ritoccato, e in ogni caso certamente non potrà estendere il proprio mandato oltre il settore delle Utility, sta agli attori privati che stanno ora investendo per ottemperare all’obbligo gas avere la necessaria lungimiranza, realizzando il progetto di un’infrastruttura di questo tipo, orientato alla multifunzionalità e al futuro”.

*La Ricerca è stata realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano e con il supporto di Almaviva, Engineering, Eni, Minteos, Telecom Italia, Vodafone, Econocom.

 

 Ufficio stampa School of Management del

Politecnico di Milano

Barbara Balabio

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La School of Management del Politecnico di Milano, con oltre 240 docenti, e circa 80 fra dottorandi e collaboratori alla ricerca, dal

2003 accoglie le attività di ricerca, formazione e alta consulenza, nei campi management, economia e industrial engineering. Fanno parte della Scuola il Dipartimento di Ingegneria Gestionale, le Lauree e il PhD Program di Ingegneria Gestionale e il MIP, la business school del Politecnico di Milano. Nel 2007 ha ricevuto l’accreditamento EQUIS e dal 2009 è nella classifica del Financial Times delle migliori Business School d’Europa.

Gli Osservatori ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net), che si avvalgono della collaborazione dell’Ict Institute del Politecnico di Milano, vogliono offrire una fotografia accurata e continuamente aggiornata sugli impatti che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) hanno in Italia su imprese, pubbliche amministrazioni, filiere e mercati. Gli Osservatori sono ormai molteplici e affrontano in particolare tutte le tematiche più innovative: Agenda Digitale, B2b – eProcurement e eSupply Chain, Business Intelligence, Canale ICT, Cloud & ICT as a Service, eCommerce B2c, eGovernment, Enterprise 2.0, eProcurement nella PA, Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, Gestione dei Processi Collaborativi di Progettazione, Gestione Strategica dell’ICT, Gioco Online, HR Innovation Practice, ICT & Business Innovation nel Fashion-Retail, ICT & Commercialisti, ICT & PMI, ICT Accessibile e Disabilità, ICT in Sanità, ICT nel Real Estate, ICT nelle Utility, ICT Strategic Sourcing, Information Security Management, Intelligent Transportation Systems, Internet of Things, Intranet Banche, Mobile & Wireless Business, Mobile Banking, Mobile Internet, Content & Apps, Mobile Marketing & Service, Multicanalità, New Media & New Inetrnet, New Slot & VLT, New Tablet & Business Application, NFC & Mobile Payment, RFId, Smart Working, Startup Digitali, Unified Communication & Collaboration.

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