Vetri elettrofluidi: luce solare anche negli spazi in ombra

Vetri elettrofluidi: luce solare anche negli spazi in ombra

Vetri elettrofluidi: luce solare anche negli spazi in ombra
Grazie ai vetri a celle elettrofluide e’ possibile portare la luce del sole anche negli ambienti più interni di un edificio senza usare tubi. La nuova tecnologia messa a punto dall’università di Cincinnati si chiama SmartLight e si basa sulle proprietà ottiche di fluidi stimolati elettricamente per cambiare forma. …

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Vetri elettrofluidi: luce solare anche negli spazi in ombra

Vetri elettrofluidi: luce solare anche negli spazi in ombra Grazie ai vetri a celle elettrofluide e’ possibile portare la luce del sole anche negli ambienti più interni di un edificio senza usare tubi.

La nuova tecnologia messa a punto dall’università di Cincinnati si chiama SmartLight e si basa sulle proprietà ottiche di fluidi stimolati elettricamente per cambiare forma. Quando la luce del sole attraversa un vetro fatto di fluidocristalli, questi si comportano come lenti variabili e possono deviare la luce, indirizzandola dove serve.

La luce viaggia attraverso l’aria della stanza, senza bisogno di essere canalizzata in tubi foderati internamente di materiale riflettente, e raggiunge in questo modo anche luoghi che altrimenti sarebbero rimasti in ombra.

Nei due rendering che trovate all’inizio dell’articolo si vede bene l’effetto dei vetri alti. Nella prima immagine si comportano da vetri normali e la luce che li attraversa cade sul pavimento. Nella seconda immagine i vetri elettrofluidi sono attivati e indirizzano la luce verso il corridoio, dove altri vetri la raccolgono e la rifrangono per illuminare la zona prima in ombra.

In caso di variazioni della luminosità esterna (una nuvola, per esempio) il sistema reagisce immediatamente e sostituisce i raggi del sole con luce artificiale. L’energia necessaria per produrre luce artificiale viene immagazzinata grazie a un sistema fotovoltaico accoppiato a batterie che entrano in funzione solo quando servono.

Il controllo della quantità di luce desiderata in ogni postazione di lavoro avviene tramite una app, che gira sullo smartphone dell’utente. Il gps del telefono, indicando la posizione del suo possessore al sistema, fa accendere la luce quando l’utente ne ha bisogno e la spegne quando questo lascia la stanza.

Quello che manca ancora a questo progetto sono i soldi per arrivare sul mercato a un prezzo accessibile al pubblico. Gli sviluppatori stanno cercando investitori interessati.

Via | Università di Cincinnati

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