Settimana della moda a Milano: le grandi griffe col fiato sul collo

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Settimana della moda a Milano: le grandi griffe col fiato sul collo

Articolo pubblicato per gentile concessione di YesLife.it Your enjoyable, sustainable life. Dalle energie rinnovabili ai prodotti ecologici, parlando non solo di natura ma anche di biotecnologie al servizio della sostenibilità ambientale.

Settimana della moda a Milano: le grandi griffe col fiato sul collo

La Settimana della Moda sotto i riflettori: non solo degli addetti ai lavori ma anche degli ambientalisti, che hanno letteralmente lanciato il guanto di sfida alle grandi case di moda.

Se per molti l’era della pressione dell’opinione pubblica sui grandi produttori, perché inglobassero al loro interno etica e sostenibilità, è finita con acute manovre di greenwashing e la professionalizzazione della Corporate Social Responsibility, la realtà sembra essere un’altra. Tra scandali e campagne mirate, uno dopo l’altro, finiscono nel mirino del consumatore tutti i grandi soggetti produttivi. E le grandi passerelle non passano indenni.

Un esempio su tutti è la lente d’ingrandimento che Greenpeace ha posto da mesi sul mondo della moda. Innanzitutto con la campagna Detox mirante all’eliminazione delle sostanze tossiche dai processi di trattamento dei capi d’abbigliamento di celeberrime marche mondiali. In soli sette giorni, Detox ha raccolto 200mila firme convincendo brand come Levi’s, Zara, Benetton ed Esprit a garantire ai consumatori una moda libera da sostanze tossiche.

Ora, con la settimana della moda a Milano fino al 26 Febbraio, sempre Greenpeace si è attivata con una serie di iniziative. Apripista è stato lo spot che ha Valeria Golino come testimonial.

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A poche ore dall’inizio delle sfilate una squadra di attivisti dell’associazione ha lasciato sui marciapiedi delle vie del quadrilatero della moda una richiesta indirizzata alle casa d’alta moda: quella di ripulirsi.

Poi è arrivato il colpo di scena tipico di Greenpeace, con una vera e propria sfilata verticale sul Castello Sforzesco di Milano. Un modo per alzare ancora l’asticella dell’attenzione impedendo così alle grandi griffe di credere che il tutto sarebbe passato inosservato.

Questa azione è stata poi seguita dal guanto verde calato su “Il Dito”, la scultura di Maurizio Cattelan che si trova in Piazza Affari, un modo per indicare al mondo della moda la strada giusta da seguire.

Insomma, le grandi griffe hanno il fiato sul collo, e questo perchè troppo spesso la guerra dei prezzi al ribasso, gli imperativi di mercato, i diktat del fast fashion, spingono i grandi brand d’abbigliamento a tagliare su qualità, su etica nei confronti della manodopera, su trasparenza nei confronti dei consumatori.

Benvenute dunque ad azioni come queste che ci rendono partecipi di ciò che succede dietro le quinte di sfilate, lustrini e grandi passerelle.

Ma quali sono le grandi griffe più etiche e green? …


Ma quali sono le grandi griffe più etiche e green? Anche in questo caso è l’associazione che da anni si batte sui grandi temi ambientali a darci le informazioni che cerchiamo, con l’invio di un kit a 15 case d’alta moda contente un link che rimandava ad un questionario di 25 domande su tre importanti segmenti delle loro filiere: la pelle, la carta per il packaging e le loro produzioni tessili.

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La sfida è stata colta da circa la metà dei marchi. La sorpresa è che l’unica casa che ha dichiarato di impegnarsi pienamente nell’avviare strategie produttive che mirino a “Deforestazione e Scarichi Zero” è Valentino. Da parte delle altre, pochi gli impegni presi. Qui la classifica:

Settimana della moda a Milano: le grandi griffe col fiato sul collo

La necessità, in questo momento, è di mantenere alta l’attenzione sull’argomento e capire fino a che punto, delle aziende di moda possano considerarsi “cool” o “chic” quando non prendono in considerazione le conseguenze causate dai metodi produttivi degli abiti che indossiamo. Che prezzo siamo disposti a pagare per essere alla moda?

Se vuoi approfondire questo argomento segui il link: Settimana della moda a Milano: le grandi griffe col fiato sul collo

Una veste grafica semplice e “verdeggiante” per affrontare quotidianamente le tematiche che, affrontate o meno, avranno il potere di cambiare il mondo di domani.

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