Ricetta dei krapfen, imparata in Alto Adige

Ricetta dei krapfen, imparata in Alto Adige

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Ricetta dei krapfen, imparata in Alto Adige

Bastano 2 ore per fare i krapfen secondo la ricetta che ho imparato a Dobbiaco, in un pomeriggio di scuola di cucina organizzato in un maso appena fuori città. Un tempo comparivano in tavola solo a Natale o Pasqua, oggi li si trova tutto l’anno e se ne abusa un po’ insieme ai fritti dolci di carnevale. Se volete padroneggiare la tecnica in tempo per le feste, iniziate subito a fare qualche prova!

Ingredienti per 25 krapfen:
1 kg di farina bianca
250 ml di latte
30 g di lievito
2 cucchiai di zucchero
3 rossi d’uovo
50 g di burro
Un goccio di rum
Un pizzico di sale
olio per frittura
eventualmente, un pizzico di anice

Sciogliete il burro, lo zucchero, il lievito, il rum e i rossi d’uovo nel latte tiepido (che non deve aver bollito). Aggiungete infine la farina salata fino a ottenere una pasta morbida, senza grumi e che si stacca bene dalle mani. La pasta andrà lasciata riposare per circa 45 minuti in ambiente ben riscaldato (d’estate basta mezz’ora).

Dividete la pasta in cinque parti uguali e da ogni parte ricavate un cilindro. Tagliate quindi in cinque blocchetti ogni cilindro e lasciateli tutti a lievitare ancora una decina di minuti, sotto un panno leggero. Nel frattempo scaldate l’olio di frittura.

La pentola in cui friggete deve avere bordi e/o coperchio alto per permettere ai krapfen di completare la lievitazione durante la cottura. L’averli preparati cilindrici impedirà ai krapfen di ribaltarsi durante la frittura, come potrebbe fare una sfera. Basta capovolgerli per cuocerli bene da entrambi i lati.

Dopo averli estratti e fatti sgocciolare su carta assorbente, si possono farcire con marmellata (se avete fatto i niggilan con l’anice, la marmellata di albicocche è la più adatta) e infine spolverati di zucchero a velo.

Se avanzano, cosa assai improbabile, si possono condire con acqua e zucchero o burro fuso e spolverare con semi di papavero.

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