Ponte sullo Stretto: non si farà, da oggi è storia

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ponte sullo stretto di messina

Era oggi il termine ultimo per la consegna del progetto. L’opera non si farà. Spesi più di 250 milioni

«Ad oggi dobbiamo dire che la scadenza andrà non rispettata e di conseguenza accadrà quello che prevede la legge». Poche, laconiche parole del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera per rimarcare quello che era stato definito a novembre con un decreto legge: e cioè che da oggi il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina è storia e non sarà più futuro.
E questo nonostante un appello degli scienziati pubblicato sul corriere della Sera nel quale definivano «straordinario» il progetto.
«Di straordinario – hanno replicato le associazioni ambientaliste Fai, Legambiente, Italia Nostra, Man e Wwf – il ponte ha solo il tempo e i soldi sprecati per un’opera insostenibile». […]

Il progetto del Ponte origina nel 1981 quando fu costituita la società Stretto di Messina Spa: il progetto prevede una campata unica, di 3,3 km di lunghezza, sorretto da torri di circa 400 metri di altezza, a doppio impalcato stradale e ferroviario.
La sua storia è stata continuamente costellata da stop, riprese, proteste, studi e perizie, sia ingegneristiche che di valutazione finanziaria. Il progetto, fortemente voluto soprattutto dal governo Berlusconi, avrebbe avuto un costo finale di circa 8,5 miliardi.

Le associazioni ambientaliste, grazie al lavoro volontario e gratuito di oltre 30 esperti, hanno a suo tempo presentato 138 Pagine di Osservazioni rilevando ad esempio che nel progetto definitivo presentato da Eurolink: viene garantita l’invulnerabilità del manufatto per azioni sismiche fino a 7,1 Richter escludendo che ci possa essere un sisma di maggiore energia in una zona di rischio molto elevato, considerata tra le più in pericolo del Mediterraneo; nei calcoli dei materiali da scavo viene dimenticato il conteggio di  3,5 milioni di metri cubi di materiali scavati o movimentati;  non è stata ancora elaborata una valutazione di incidenza credibile sulle 13 aree di pregio naturalistico tutelate dall’Europa.
Sono state inoltre considerate “trascurabili” le modifiche apportate all’opera principale nel progetto definitivo, che vedono: a) un incremento dell’altezza delle torri di 17 m. (giunte a 400 m di altezza) per sollevare l’impalcato sino ad 80 metri sul livello del mare; b) lo spostamento della torre sul lato Calabria, c) la variazione del tipo d’acciaio e quindi il peso delle funi e delle strutture portanti d) il  cambiamento dell’altezza dell’impalcato del viadotto Pantano lato Sicilia.

«Sono state presentate  – scrive il Wwf in un comunicato – analisi trasportistiche insufficienti ed elaborati progettuali incompleti da cui emerge che a 25 anni dalla realizzazione dell’opera ponte si registrerebbe un traffico pari a 11,6 milioni di auto all’anno per un’infrastruttura dimensionata per 105 mln di auto l’anno, con un grado di utilizzo, quindi, dell’11% circa».

Nel 2011 la redazione del progetto definitivo elaborato da Eurolink SpA fu considerato lacunoso dalla Commissione di Valutazione di impatto ambientale che avanzò la richiesta di 223 integrazioni su tutti gli aspetti nodali (strutturali, trasportistici, economico-finanziari, geologici, idrogeologici, ambientali), a cui Eurolink non ha risposto nel tempo necessario.
Per questo, scaduti i termini, oggi, il progetto sarà definitivamente abbandonato.

Stefano Lenzi è responsabile dell’ufficio legislativo del Wwf, e segue le vicende del Ponte fin dall’inizio.
[…] Il non ponte quanto è costato?
Gli ultimi dati risalgono al 2010: erano 230 milioni di euro ma vanno aggiunti altri tre anni di progettazione e 26 milioni di euro per la bretella.

Ringraziamo Metronews per l’articolo.

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