Navi europee smantellate in Asia, materiali tossici compresi

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Navi europee smantellate in Asia, materiali tossici compresi

Come ben diceva Barry Commoner nella seconda legge dell’ecologia, ogni cosa deve finire da qualche parte. E’ quello che accade alla vecchie navi merci europee che vengono spedite a spiaggiarsi a basso costo in improvvisati cimiteri sulle coste dell’Asia, soprattutto a Gadani  in Pakistan e Chittagong in Bangla Desh (da cui provengono le immagini nella gallery).

Secondo la denuncia della ong Shipbreakingplatform, l’Europa si è disfatta così di 365 navi, il 75% che nel 2011. Il record spetta alla Grecia, con 167 natanti, seguita dalla Germania (48), Gran Bretagna (30) e Norvegia (23). Persino la Svizzera ha demolito 23 navi, tramite la compagnia di crociere e trasporti MSC.

In Asia le navi possono vengono smontate pezzo per pezzo ed i materiali recuperati. I lavoratori pagati 4 dollari al giorno e senza adeguate protezioni operano in presenza di materiali tossici come l’amianto (isolamento delle sale macchine), metalli pesanti (vernici e batterie), residui di idrocarburi (esplosivi e/o carcinogeni) e il micidiale veleno TBT (tribulitina), usato sulle superfici esposte all’acqua per evitare incorstazioni e colonizzazione di organismi marini.

Tutto ciò ha un pesante impatto sulla salute dei lavoratori, a rischio di esplosioni e di contaminazioni, e dell’ambiente, fortemente inquinato. Dalle coste del Bangladesh in prossimità di Chittagong sono sparite 21 specie di pesci e crostacei e ogni anno vengono  abbattute decine di migliaia di mangrovie delle foreste costiere  per fare posto a nuovi canieri di demolizione.

La situazione, se possibile potrebbe ancora peggiorare, perchè circolano voci che l’Unione Europea stia tentando di esonerare le navi merci dalla convenzione di Basilea, che regola la movimentazione e lo smaltimento internazionale di sostanze tossiche e pericolose.

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Se così fosse, sarebbe possibile spedire all’estero una nave carica di amianto, mentre attualmente non è possibile esportarne una singola cassa. Come nel caso della folle diga etiopica, possiamo fare sentire la nostra voce, firmando la petizione rivolta alle Nazioni Unite, per chiedere di smettere di demolire le navi lungo le spiagge. Dopotutto la storia ci insegna che ogni firma ed ogni opinione ha contato per migliorare il mondo.

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Navi europee smantellate in Asia, materiali tossici compresi é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 09:00 di venerdì 15 febbraio 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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