Mobilità sostenibile: sindaci in prima linea

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Quanto influiscono le città sull’inquinamento del pianeta? Tantissimo. Consultando rapidamente alcune statistiche, si evince che i grandi agglomerati urbani sono responsabili del 45% dei consumi energetici totali del pianeta e che il 50% della popolazione mondiale è condensata tra le mura delle città, provocando, con le loro attività quotidiane, …

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Mobilità sostenibile: sindaci in prima linea


Quanto influiscono le città sull’inquinamento del pianeta? Tantissimo. Consultando rapidamente alcune statistiche, si evince che i grandi agglomerati urbani sono responsabili del 45% dei consumi energetici totali del pianeta e che il 50% della popolazione mondiale è condensata tra le mura delle città, provocando, con le loro attività quotidiane, il 50% dell’inquinamento atmosferico complessivo.

Questi dati sono stati analizzati e divulgati in un recente incontro organizzato dal Kyoto Club, che si occupa espressamente di queste problematiche.

Le proiezioni statistiche indicano, inoltre, che nel 2050 i due terzi della popolazione risiederanno in città, e che di conseguenza l’inquinamento atmosferico aumenterà in proporzione.

L’impatto sulla salute pubblica che questo scenario suggerisce è allarmante. In realtà l’allarme è suonato già da molti anni, soprattutto grazie alle associazioni ambientaliste, che alla lunga hanno dimostrato di averci visto giusto. E l’allarme non è rimasto inascoltato nell’ambito della gestione della mobilità urbana da parte delle amministrazioni locali.

Appare evidente che la progettazione di una mobilità green per la cittadinanza, è un fattore chiave nell’inquinamento atmosferico e quindi anche nella sua risoluzione. Lo stesso Francesco Petracchini, dottore in ingegneria ed esperto di sostenibilità ambientale, nell’ambito dell’incontro del Kyoto Club, ha messo in luce il ruolo determinante degli amministratori locali, nell’ottimizzazione delle risorse energetiche, soprattutto in relazione al traffico cittadino.

Ad esempio nella conversione a metano o ad alimentazione elettrica dei mezzi pubblici.

L’Europa intera baserà i ritmi cittadini sul traffico locale ed i mezzi pubblici rappresenteranno l’ago della bilancia nella gestione di una mobilità sostenibile. I comuni del futuro (ma un futuro talmente prossimo da poter essere definito presente) devono per forza di cose essere comuni green, soprattutto in relazione alla mobilità.

L’Europa si sta allineando ai parametri sanciti nel trattato di Kyoto nella lotta ai cambiamenti climatici, perseguendo con successo progetti nella produzione di biometano e nella realizzazione della mobilità elettrica.

E in Italia?

In Italia la situazione è statica, i governi che si succedono non sembrano essere interessati al problema, e non incentivano seriamente progetti di questo tipo, che però la comunità europea è ben decisa ad affrontare.

La sola conversione a metano ed elettricità di tutti i mezzi pubblici d’Europa porterebbe ed un enorme risparmio energetico e ad una riduzione dell’inquinamento atmosferico. E di conseguenza ad un aumento della qualità della vita e ad un miglioramento della salute pubblica.

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