Land grabbing: quando la terra viene rubata.

Land grabbing: quando la terra viene rubata.

Articolo pubblicato per gentile concessione di YesLife.it Your enjoyable, sustainable life. Dalle energie rinnovabili ai prodotti ecologici, parlando non solo di natura ma anche di biotecnologie al servizio della sostenibilità ambientale.

 

Land grabbing: quando la terra viene rubata.

Sono sempre più numerosi gli agricoltori poveri costretti a cedere i propri campi alle grandi multinanzionali. E’ il fenomeno chiamato “Land Grabbing”

Si scrive “land grabbing”, si legge “accaparramento indiscriminato delle terre agricole del Sud del mondo da parte di multinazionali, latifondisti e governi corrotti”. A denunciare per primo la vastità e la gravità del fenomeno è il rapporto “Land and power”, pubblicato dell’associazione internazionale Oxfam: il dossier illustrava con dovizia di particolari la tendenza in corso in moltissimi Paesi poveri, dove i terreni appartenenti a piccoli contadini e agricoltori vengono comprati a basso costo da aziende energetiche, multinazionali del legname e affaristi senza scrupoli.

Ora pare che la parola Land Grabbing sia diventata di pubblico dominio, ma purtroppo come spesso accade, un fenomeno così deplorevole non fa più scandalo. Eppure gli agricoltori dei paesi del sud del mondo continuano a subire pressioni e minacce per cedere i propri appezzamenti, che, nell’80% dei casi, sono per giunta destinati a rimanere completamente inutilizzati.

Chi viene persuaso a vendere o affittare la terra si trova da un giorno all’altro senza casa né mezzi di sussistenza, per non parlare dei danni ambientali causati dal fenomeno in tutto il Sud del mondo.

Secondo il rapporto di Oxfam, dal 2001 al 2011 sono stati 227 milioni gli ettari di terra venduti, affittati o concessi in uso in tutto il mondo, una superficie equivalente all’Europa nord-occidentale. «Non tutti i 227 milioni di ettari sono classificabili come land grabbing, ma dietro le acquisizioni di terreni si cela spesso questo fenomeno – spiega l’associazione – La scarsa trasparenza e la segretezza che circondano tali compravendite di terra rendono difficile calcolare i numeri esatti».

Almeno la metà delle transazioni in tutti questi anni è avvenuta in Africa, senza rappresentare, per gli agricoltori coinvolti, un’opportunità di guadagno o di sviluppo, ma, al contrario, segnandone la condanna definitiva alla povertà.

Ma chi cìè dietro questo fenomeno? E a quali scopi?
Dietro il land grabbing ci sono spesso le multinazionali energetiche (le concessioni per lo sfruttamento del petrolio e del gas, ad esempio, coprono il 70% del territorio amazzonico), oppure le lobby del legname (sempre in Amazzonia, quasi 8 milioni di ettari sono ormai appannaggio di società che producono parquet), ma anche il recente business di colture industriali, che stanno determinando la perdita di milioni di ettari di terreno agricolo in America Latina, Asia e Africa. E per chi si trova senza più campi coltivabili né bestiame, la strada della miseria e della fame è quasi obbligata.

Solo nel Sudan meridionale, una delle regioni più povere del pianeta, negli ultimi 4 anni ben  2,6 milioni di ettari di terreno, pari al 10% del Paese, sono finito sotto il controllo di società straniere, governi e privati, per essere destinati ad agricoltura intensiva, biofuel e produzione di legname. Si tratta, a tutti gli effetti, di una nuova forma di colonialismo, che in molti casi si fonda anche sull’uso della violenza fisica.

Non sono rare, infatti, le storie di agricoltori che vengono costretti con forza a cedere i propri terreni. In Honduras, ad esempio, nell’ottobre del 2010 sono stati assassinati 36 contadini della Bajo Aguan Valley, una delle regioni più fertili del Paese. Avevano cercato di resistere alla progressiva concentrazione delle proprietà terriere nelle mani di pochi latifondisti, ma ora l’area in questione è stata militarizzata. Il timore è che il fenomeno del land grabbing continui ad aggravarsi nei prossimi anni, via via che la richiesta di terreni per le attività industriali ed energetiche crescerà, in competizione con la necessità di suoli agricoli. «Questa nuova corsa all’oro si intensificherà nel futuro – conclude Oxfam – a causa della crescente domanda di cibo, dei cambiamenti climatici, della scarsità d’acqua e dell’incremento della produzione di biocarburanti».

Silvana Santo

 

Se vuoi approfondire questo argomento segui il link: Land grabbing: quando la terra viene rubata.

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