Industrie farmaceutiche: cosa si nasconde dietro il mercato dei farmaci

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Industrie farmaceutiche: cosa si nasconde dietro il mercato dei farmaci

Articolo pubblicato per gentile concessione di YesLife.it Your enjoyable, sustainable life. Dalle energie rinnovabili ai prodotti ecologici, parlando non solo di natura ma anche di biotecnologie al servizio della sostenibilità ambientale.

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YesLife vi propone un’inchiesta sul lato meno conosciuto delle industrie del farmaco. Un mercato che vale miliardi di euro, che nasconde, però, alcune ombre tra test poco trasparenti e nuovi farmaci spesso inefficaci per la maggioranza della popolazione

Pubblicità martellanti, promesse di riduzione degli effetti collaterali e scaffali pieni di prodotti che curano lo stesso disturbo. L’industria farmaceutica – una delle attività più redditizie e importanti al mondo – è diventata un colosso al pari delle grandi lobby energetiche.

Ma cosa si nasconde dietro il mercato mondiale del farmaco? Quali sono i meccanismi che lo regolano? E soprattutto: siamo davvero sicuri di ciò che assumiamo ogni volta che mandiamo giù una pillola o facciamo un’iniezione?

A queste domande, che spesso ognuno di noi di fronte a un disturbo più o meno grave si è fatto, è abbastanza difficile dare una risposta. Sappiamo che esistono molti meccanismi di controllo e altrettante autorità che regolano l’immissione sul mercato dei farmaci.

Ma, pur essendo convinti che non siano possibili generalizzazioni tali da mettere in dubbio il rigore della maggioranza delle aziende produttrici, siamo andati ad esplorare il lato meno noto – e più oscuro – di questo grande e potente mercato.

Molte inchieste, condotte da giornalisti e ricercatori, hanno svelato aspetti davvero inquietanti. E uno tra i lavori che ha destato un grandissimo impatto a livello mondiale è stato il volume Bad Pharma di Ben Goldacre.

Un testo in cui non si fanno troppi giri di parole per descrivere i meccanismi che, in alcuni casi, hanno portato delle case farmaceutiche a truccare i risultati dei test dei propri farmaci, usando metodi paradossalmente legali per farli sembrare ben più efficaci e necessari di quel che sono in realtà”.

Ma quali sono gli aspetti più controversi di questo mondo? …


    Gli scandali e i medici corrotti per prescrivere farmaci inutili

      La cronaca, anche in Italia, ha svelato come, grazie a una rete di connivenze, alcune case farmaceutiche, tramite gli informatori scientifici, promettevano viaggi all’estero, denari e oggetti di valore a quei medici che avessero prescritto determinati farmaci, anche senza necessità.

      Solo per citare un caso, una recente indagine, condotta dal Nas di Bologna e coordinata dalle Procure della Repubblica di Rimini e Busto Arsizio (Va), ha portato alla scoperta di una collaudata organizzazione che coinvolgeva 67 medici specialisti – soprattutto endocrinologi e nefrologi di strutture pubbliche e private – che avevano prescritto ormoni per la crescita destinati ai bimbi senza che, in tutti i casi, ce ne fosse una vera necessità.

        I ritiri dal mercato per “effetti indesiderati non comunicati”

          Ma questo aspetto è solo una parte del problema. Il lato più oscuro riguarda ciò che avviene a monte, prima che il farmaco possa essere acquistato dal consumatore.
          Come evidenziò un interessante report pubblicato nel 2007 sulla rivista “Consumatori Diritti e Mercato”, i comportamenti di alcune case farmaceutiche, che prima immettono e poi ritirano immediatamente il prodotto dal mercato, sono inqualificabili.

          Rendersi conto di effetti collaterali dannosi, tali da dover richiamare il farmaco solo dopo averlo fatto arrivare sui banchi delle farmacie, fa comprendere come, a volte, ci sia poca trasparenza nella comunicazione dei risultati dei test clinici.

          Un’ombra che lascia pensare come siano più le logiche del marketing, e non quelle delle tutela della salute, a spingere in alto i volumi di vendita di un determinato prodotto.

            Ogni anno nuovi farmaci per lo stesso sintomo

              Lo vediamo ogni anno: perché vengono immessi nel mercato nuovi farmaci che curano lo stesso sintomo? Anche se resistono i cosiddetti farmaci “blockbuster” – quelli che sono negli armadietti di molti cittadini – le aziende farmaceutiche spesso lanciano sul mercato farmaci che sono nuovi solo nella confezione. In gergo tecnico possono essere associati ai cosiddetti farmaci “mee-too”: offrono miglioramenti limitati o nulli rispetto ai farmaci precedenti e non hanno, in molti casi, un valore aggiunto ma vengono posizionati sul mercato comunque.

                I controlli di qualità

                  In alcuni casi sono proprio i controlli di qualità ad essere carenti e spesso vengono taciuti i risultati negativi emersi durante le sperimentazioni. Alcune volte si sospetta che i test siano addirittura progettati per ottenere i risultati desiderati.

                  Emblematico fu il caso della GlaxoSmithKline accusata di avere cercato di nascondere i risultati degli studi che mostravano che il suo antidepressivo del suo più venduto, il Seroxat contenente la paroxetina, poteva essere pericoloso per bambini e adolescenti.

                  Ma di scandali altrettanto clamorosi che hanno riempito le aule di tribunale e le cronache dei giornali purtroppo ce ne sono stati tanti e sotto accusa finiscono sempre l’insufficiente qualità degli studi e la mancanza di trasparenza dei risultati.

                  Ed infine, perché i farmaci costano così tanto? …


                    Perché i farmaci costano così tanto?

                      Il meccanismo che porta un’azienda farmaceutica alla commercializzazione di un farmaco è davvero complesso. In genere, una volta identificato il componente base, si ottiene il brevetto che garantisce il diritto esclusivo per un determinato periodo di tempo.

                      Ma il solo brevetto non basta: il farmaco deve continuare ad essere sviluppato e sottoposto ad approvazione. La casa farmaceutica, dal momento in cui lo commercializza, ha un’ “esclusiva” per alcuni anni. Un tempo necessario all’azienda per applicare prezzi elevati e coprire tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo, ottenendo anche elevati profitti.

                      Una volta scaduto il brevetto, anche le altre case farmaceutiche possono produrre il farmaco “generico” facendo accesso ai dati sul farmaco. Ma non dovendo sostenere costi per la Ricerca e lo Sviluppo, il costo del farmaco dovrebbe essere notevolmente più basso.

                      Invece capita che, soprattutto in Europa, i costi si abbassino solo lievemente e questo spesso si spiega con una sorta di cartello che le aziende innalzano per evitare di perdere miliardi di fatturato ogni anno.

                      Come abbiamo detto, in questo campo non è possibile generalizzare e accusare un intero settore di essere “poco trasparente” o solo orientato al profitto.

                      Ma le ombre su cui ci siamo soffermati impongono di fare sempre più attenzione e di considerare con estrema cautela quale farmaco prendere e perché.

                      Sofia Capone

                      Se vuoi approfondire questo argomento segui il link: Industrie farmaceutiche: cosa si nasconde dietro il mercato dei farmaci

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