Ilva di Taranto, incidente mortale. Il terzo in pochi mesi.

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Ilva di Taranto: un terribile incidente ha causato la morte di un operaio, e il grave ferimento di un altro lavoratore

Pare proprio che Taranto non abbia pace. E che all’Ilva morte chiama morte: dopo tutti gli avvenimenti legati alla fabbrica, negli ultimi mesi ben 3 morti per incidenti sul lavoro.
L’ultimo proprio ieri, un incidente mortale avvenuto nella batteria n. 9 delle cokerie, impianto tra quelli fermi ed in manutenzione.

Ecco cosa è accaduto stando alle prime ricostruzioni: stanotte una squadra di manutentori era intervenuta per ripristinare un binario della macchina caricatrice della cokeria. Due operai, Ciro Moccia e Antonio Liti, sono caduti nel vuoto, da un’altezza di quasi 15 metri, quando ha ceduto una passerella sul piano di carico.
Il primo è morto sul colpo, mentre il secondo è rimasto ferito, ma le sue condizioni sarebbero molto gravi.

Ora tutti si chiedono come è potuto avvenire un simile incidente e gli animi ovviamente si scaldano:
Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm e responsabile per il settore della siderurgia ha commentato così l’incidente: “È inaccettabile che i lavoratori rischino la vita nella prestazione della loro opera in un azienda in funzione; è ancor più assurdo che la perdano nel settore di una fabbrica che è fermo”.

Marco Bentivogli, il segretario nazionale della Fim Cisl ha chiesto che sia fatta immediata chiarezza sulle dinamiche dell’incidente e le responsabilità per l’accaduto, aggiungendo che “tre morti nel giro di pochi mesi sono fatti gravi e inaccettabili.
Gli altri, lo ricordiamo, nel giro di pochi mesi: il 30 ottobre infatti ha perso la vita un addetto al movimento ferroviario del siderurgico rimasto schiacciato fra due convogli mentre effettuava una manovra di aggancio; mentre il 28 novembre, a causa di un tornado abbattuttosi sullo stabilimento, morì un gruista in servizio nell’area portuale dell’Ilva, la cui cabina fu letteralmente sdradicata dal vento e finì in mare.
Bentivogli proporrà a Fiom e Uilm 24 ore di sciopero, perché “il lavoro deve essere salubre e sicuro”.

Ma lavoro e salute all’Ilva sono ormai un ossimoro: oltre agli inauditi ed inaccettabili incidenti sul lavoro, non possiamo dimenticare i livelli di inquinamento che da decenni sono causa di tumori e morte a Taranto e provincia.
Eppure l’Ilva è stata sempre salvata da istituzioni e governi in nome della crescita e dello sviluppo italiano.

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