Dighe e pesci non riescono a coesistere

Dighe e pesci non riescono a coesistere

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Dighe e pesci non riescono a coesistereIl fallimento delle scale per pesci che fiancheggiano gli sbarramenti idroelettrici lungo fiumi e torrenti e’ stato misurato dai danni alla pesca in tre sistemi fluviali sulla costa atlantica degli USA: Merrimack, Connecticut e Susquehanna.

I ricercatori guidati da Jed Brown del Masdar Institute of Science and Technology, negli Emirati Arabi Uniti, hanno controllato la risalita dei pesci migratori attraverso i migliori canali per parecchie decine di anni e sono giunti alla conclusione che i pesci non ce la fanno a usarli. L’unico modo di recuperare la funzionalità fluviale e’ togliere le dighe.

La percentuale di pesci come storioni, salmoni, varie specie di Alosa e le anguille che riescono a muoversi lungo i fiumi sbarrati oscilla tra lo 0 e il 5% di quanto inizialmente previsto all’apertura dei canali. Questi valori non sono sufficienti a permettere la riproduzione delle specie, vanificando anche le reimmissioni.

Il danno alla pesca si propaga a monte e a valle della diga, dove calano drasticamente sia la biomassa che la biodiversità, fino al mare.

Le nuove dighe in Cina, Laos e Cambogia dovranno tener conto dei danni alla pesca che causeranno, specialmente pensando che il fiume Mekong e’ il secondo al mondo come biodiversità e ospita il sistema di pesca più produttivo al mondo.

Foto | NWCouncil
Fish and hydropower on the U.S. Atlantic coast: failed fisheries policies from half-way technologies

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