Cosa mi metto? 15 diversi ecotessuti!

Cosa mi metto? 15 diversi ecotessuti!

Cosa mi metto? 15 diversi ecotessuti!
Vi proponiamo una piccola guida di orientamento nel vasto mondo delle fibre di nuova e vecchia generazione e in più qualche curiosità. Il mondo dei tessuti è in costante innovazione, alla ricerca della fibra che dia vita al tessuto perfetto ecocompatibile, ecosostenibile, buono con il nostro corpo ed economico. Tessuti …

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| Cosa mi metto? 15 diversi ecotessuti!

Cosa mi metto? 15 diversi ecotessuti!

Cosa mi metto? 15 diversi ecotessuti! Vi proponiamo una piccola guida di orientamento nel vasto mondo delle fibre di nuova e vecchia generazione e in più qualche curiosità.

Il mondo dei tessuti è in costante innovazione, alla ricerca della fibra che dia vita al tessuto perfetto ecocompatibile, ecosostenibile, buono con il nostro corpo ed economico.

Tessuti preziosi dal passato:

Il bisso: il bisso è una seta naturale che deriva da una secrezione di un mollusco, la Pinna nobilis, ora a rischio estinzione a causa della pesca sconsiderata e dell’inquinamento. Tale mollusco può raggiungere quasi il metro di dimensione e dalla lanugine prodotta per proteggere le valve deriva una tela talmente preziosa e leggera che vera destinata agli abiti di re e regine. Attualmente il bisso viene lavorato secondo tradizione in Sardegna ed in Puglia.

Banana: dal tredicesimo secolo in Giappone gli scarti di banana vengono trattati attraverso bollitura per ricavarne fibre. A seconda del grado di morbidezza vengono ricavati dei tessuti di diversa destinazione, i più morbidi, derivanti dagli strati interni danno luogo ad un tessuto pregiato destinato alla produzione dei Kimono.

Dalle bucce di banana viene ricavata anche la carta, con un processo industriale diverso.

Tessuti classici in variante bio:

Lana, cotone e seta vengono definiti biologici quando la loro produzione, l’intera filiera, segue percorsi ecologici ed etici che possono essere certificati: niente prodotti chimici in coltivazione, lavorazione e produzione e rispetto dei diritti dei lavoratori. Capi che rispettano il nostro corpo, l’ambiente in cui viviamo e i nostri principi.

Nuovi tessuti bio dal regno vegetale:

Bamboo: si è rivelato buono per l’uomo e per l’ambiente. E’ una coltivazione fortemente rinnovabile, può crescere fino ad un metro per notte, non ha bisogno di pesticidi ed inquinanti ed è al 100% biodegradabile. Il tessuto che ne deriva è naturalmente antibatterico e traspirante e assorbe l’umidità.

Canapa: la coltivazione della canapa rinnova il terreno e si può coltivare con tecniche a ridotto impatto ambientale. Il tessuto che ne deriva è tra i più resistenti, non teme luce, muffe, tempo, calore, insetti. E’ anallergico e altamente traspirante.

Novità dalla terra:

Kenaf: dall’omonima pianta, meglio conosciuta con il nome di ibisco, si ricavano moltissime cose tra cui una fibra utilizzata per i tessuti che porta lo stesso nome.

Ingeo: “ingrediente della terra”, deriva dalla fermentazione degli zuccheri di origine vegetale e sostenibile, caratteristiche dei tessuti sintetici e vantaggi dei tessuti naturali.

Lenpur: coltivazione altamente rinnovabile, dai rami dell’abete bianco si ricava un tessuto morbido, traspirante e deodorante.

FoxFibre: cotone colorato naturalmente nei toni del marrone e del verde, si sta lavorando all’azzurro, non richiede pesticidi e non richiede tintura.

E dal mare:

Crabyon: dagli scarti di lavorazione dei crostacei destinati all’industria alimentare deriva questa fibra altamamente antibatterica e utilizzata per l’abbigliamento sportivo.

Seacell: fibra di cellulosa e alghe marine, rimineralizza la pelle e mantiene le proprietà dopo numerosi lavaggi.

Un cappuccino?

Fibra di latte: prima della seconda guerra mondiale era conosciuta come lanital e cadde in disuso, è stata riscoperta per le sue caratteristiche antibatteriche e per la sua estrema morbidezza, viene utilizzata nei tessuti per neonati.

Dal caffè il PODTEX: dalle capsule del caffè una giovane australiana ricava tessuti e gioielli, il progetto è stato premiato durante il Social Change Maker Festival in Australia.

Per aiutarci a scegliere in questo labirinto di tessuti possiamo controllare che ci siano delle certificazioni che attestano il percorso, ecologico, ecocompatibile e sostenibile del tessuto tra queste le principali:

GOTS che oltre al processo di lavorazione garantisce anche i lavoratori e le loro condizioni.

OEKO-TEX standard 100, che riguarda anche il processo di tintura del tessuto e i cui criteri sono in costante aggiornamento a seconda dei progressi scientifici.

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