Cibo biologico: un italiano su due viene truffato

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Cibo biologico: un italiano su due viene truffato

Ogni due consumatori italiani che acquistano prodotti biologici uno è viene truffato. E’ questa la conclusione di Coldiretti.

Una dichiarazione forte e dai torni di denuncia che, però, se viene detta dalla maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, deve essere presa senza dubbio come monito. La Coldiretti, infatti, ha recentemente dichiarato che il 46% dei consumatori che comprano bio subisce un inganno, anche se a “norma di legge”.

“In vendita – spiega l’associazione in un comunicato – si trovano prodotti, inadeguati ai tempi, che però rispettano gli standard normativi”. Questo cosa vuol dire? Semplice, che è quanto mai necessaria per la nostra nazione una revisione del concetto di “bio”. Il settore, inoltre, nonostante la crisi è uno dei pochi in crescita e a ballare sul tavolo è una cifra di circa 3 miliardi di fatturato. Compare “bio” infatti sta diventando sempre più un’esigenza e alcune realtà commerciali stanno sfruttando il momento e, cavalcando la moda, cercano di offrire in ogni modo parvenze alimentari che possano sposare, anche alla lontana, il concetto di cibo biologico.

Facciamo un po’ di chiarezza: “il termine biologico – spiega la Coldiretti – viene attuato con questa modalità nella prima volta negli anni ’70”. “Allora il problema era la salute, la chimica – dice Stefano Masini, responsabile ambiente e consumi dell’organizzazione. Oggi la questione è l’inquinamento atmosferico, le emissioni di anidride carbonica. Se produci cibo rispettando certe norme, ma poi lo carichi su una nave o lo metti su un tir per fargli attraversare l’Europa, non dovresti poterlo certificare come “bio”. Invece è quello che è succede”. Leggere l’etichetta per il consumatore non basta. Infatti analizzando al meglio la provenienza, tante variabili fondamentali in termini biologici non si potranno certo mai captare. “Chi fa la spesa – continua Masini –  si aspetta di comprare un prodotto privo di impatto sull’ambiente e sui diritti dei lavoratori, oltre che legato al territorio circostante. Così si tradisce la fiducia di chi compra. Se coltivo in Ucraina senza inquinare il terreno, ma ciò che ne esce lo carico su dei camion, come posso parlare di biologico?”.

L’identikit dell’acquirente regolare di prodotti biologici….

L’identikit dell’acquirente regolare di prodotti biologici è una donna, di età compresa tra i 45 ed i 55 anni con una scolarità alta e con un’attenzione per l’alimentazione quasi maniacale essendo nella maggior parte dei casi anche anche madre di famiglia. “Questo – spiega Coldiretti – rende la truffa ancora più grave”. “Non è un caso che proprio sotto il pressing delle mamme in Italia – continua la nota dell’associazione – si contano quasi 1200 mense bio e vengono serviti quasi 1,2 milioni d pasti bio al giorno nelle mense scolastiche”.

Per fermare questa frode riguardante l’importazione di prodotti falsamente biologici è necessario che dall’etichetta si possano capire totalmente gli standard. Perché deve essere il diritto di ogni consumatore sapere cosa si compra. I consumi di questo comparto, rispetto al 2011, sono cresciuti del 6%. Il fatturato del settore in Italia è il quarto in Europa e, addirittura, il sesto in tutto il mondo. Il biologico è una risorsa, ma sta diventando sempre più anche un affare per chi lo tratta. Un affare che, se continua così, rischia di far guadagnare tutti ad eccezione dei consumatori.

Alessandro Ribaldi

 

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