C’è poco futuro nel libro di Pallante

C’è poco futuro nel libro di Pallante

C’è poco futuro nel libro di Pallante
In Meno e meglio, decrescere per progredire Maurizio Pallante racconta la crisi di oggi, che è ambientale, energetica, morale e politica, oltre che economica. L’autore analizza lo stato del PIL, del welfare, della moda e dell’occupazione in un’ottica decrescente. Leggere questi articoli mi ha lasciato addosso una …

via EcoWiki:

|C’è poco futuro nel libro di Pallante - BioNotizie.com

C’è poco futuro nel libro di Pallante

meno e meglio di Maurizio PallanteIn Meno e meglio, decrescere per progredire Maurizio Pallante racconta la crisi di oggi, che è ambientale, energetica, morale e politica, oltre che economica. L’autore analizza lo stato del PIL, del welfare, della moda e dell’occupazione in un’ottica decrescente.

Leggere questi articoli mi ha lasciato addosso una certa insoddisfazione. Pallante si dilunga molto, a volte in modo ripetitivo, sulle premesse in cui distingue tra beni e merci e racconta il degrado e lo sfruttamento oltre i limiti della rigenerazione delle risorse naturali e umane. Queste premesse sono indispensabili in un articolo isolato, ma avrebbero potuto essere evitate in un libro fatto da diversi articoli che iniziano più o meno allo stesso modo.

Quello che manca, a mio avviso, e’ la visione del futuro e la concretezza dei passi da fare per cambiare le cose in meglio. Lo sguardo dell’autore e’ rivolto al passato e al disgustoso presente per la maggior parte delle pagine. Indignarsi va bene per vincere la soglia di inerzia, ma per chi come me riceve dozzine di spunti di indignazione ogni giorno sarebbe stato meglio leggere qualcosa di nuovo e fattibile.

Personalmente sono stanca di leggere ogni giorno decine di articoli sui particolari della fine del mondo. Sono anni che ne leggo e non voglio rimuovere l’allarme. Voglio fare qualcosa che abbia un impatto positivo. Voglio diffondere soluzioni, non limitarmi a evidenziare guai. Oggi mi servono idee per stimolare il senso di sazietà e la gratitudine per quello che ho, per questo il libro mi risulta carente di stimoli costruttivi.

Molto interessante il capitolo sul ruolo dell’arte come valorizzazione del nuovo invece che del bello o del fatto bene. L’arte non ha più lo scopo di ricercare il bello o di emozionare, ma di generare profitto. Un artista che vale non e’ più quello che sa davvero fare il suo mestiere, ma quello su cui si può scommettere e che potrebbe far guadagnare molto. Perché la scommessa abbia senso, l’artista deve essere sconosciuto e innovativo, non capace e affermato. All’investitore conviene dare poco a molti potenziali esordienti che sostenere la costosa carriera di qualcuno già affermato, perché in quest’ultimo caso i guadagni sono minori.

Meno e meglio: 160 pagine, 14 euro, Bruno Mondadori editore

Prosegui la lettura su: C’è poco futuro nel libro di Pallante

EcoWiki

C’è poco futuro nel libro di Pallante

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi