Cambiamo gioco: vince il meglio, non il di più

Cambiamo gioco: vince il meglio, non il di più

Cambiamo gioco: vince il meglio, non il di più
Ci sono tante soluzioni ai problemi ambientali, ma alcune seguono le regole del gioco “facciamolo per guadagnarci”, altre soluzioni mirano a “facciamolo per stare meglio”. Giusto per fare un esempio: possiamo bruciare i soldi delle nostre tasse per sovvenzionare inceneritori o possiamo ridurre i rifiuti che produciamo. Il…

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Cambiamo gioco: vince il meglio, non il di più

Ci sono tante soluzioni ai problemi ambientali, ma alcune seguono le regole del gioco “facciamolo per guadagnarci”, altre soluzioni mirano a “facciamolo per stare meglio”. Giusto per fare un esempio: possiamo bruciare i soldi delle nostre tasse per sovvenzionare inceneritori o possiamo ridurre i rifiuti che produciamo.

Il nuovo video di Free Range Studios, The story of solutions, racconta la storia delle soluzioni e cita un bel caso italiano, quello di Capannori, comune in cui la produzione di rifiuti e’ scesa dell’83% grazie alla strategia rifiuti zero. Il video mostra l’economia come un gioco in cui le pedine (noi) decidono di cambiare bersaglio: invece di puntare a produrre di più, cambiano lo scopo del gioco e cercano una strada per fare meglio.

La rincorsa dell’oggetto più veloce, più economico, più nuovo fa perdere di vista obiettivi come sicurezza, salute e giustizia. Lo scopo dell’economia mondiale attuale e’ produrre più cose, fare più soldi. Per far crescere il PIL si possono anche comprare aerei da caccia F35, invece di migliorare la sanità o investire nella prevenzione del rischio idrogeologico. Se non ci sta bene, dopo aver protestato bisogna fare qualcosa per cambiare le cose.

L’approccio necessario per cambiare lo scopo del gioco e’ sociale, non commerciale. Una ditta che faccia bene un prodotto non stimola discussioni, non induce cambiamenti ampi e non crea relazioni come accade durante una campagna che coinvolge persone mosse da ideali condivisi. Lo scopo ultimo di una ditta e’ far soldi, le ricadute ambientali o sociali sono effetti collaterali. Se vogliamo seriamente cambiare le cose, non possiamo farlo continuando sulla strada del profitto, perché otterremo soprattutto profitto! Conviene investire tempo ed energie in azioni che hanno come bersaglio principale le nostre necessità primarie e conviene farlo in gruppo.

Condividere le cose, invece di possederle senza usarle per la maggior parte del tempo, soddisfa due bisogni umani: quello di fare qualcosa e quello di stare con qualcuno. Non avremo bisogno di comprare speranze (il vestito costoso per rimorchiare) se riusciremo a investire tempo direttamente nelle relazioni umane.

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