Bracconaggio e contrabbando di animali rari: Russia e Giappone inaspriscono le pene

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Bracconaggio e contrabbando di animali rari: Russia e Giappone inaspriscono le pene

Una buona notizia per la tutela dell’ambiente e della fauna: Russia e Giappone hanno deciso di inasprire le pene e sanzionare più severamente chi commette reati legati al traffico di fauna selvatica e al contrabbando di animali protetti

Animali rari uccisi per parti anatomiche che diventano macabri pezzi da collezione o, peggio, elementi ritenuti capaci di curare malattie come il cancro. In tutto il mondo il destino di migliaia di animali protetti o in via d’estinzione è minacciato dalla stupidità dell’uomo che pensa di poterli usare come oggetti, per il proprio divertimento o per riti da sciamani.

Contro questa barbarie è arrivata una decisione davvero importante di due paesi come Giappone e Russia che hanno rafforzato le pene per sanzionare chi commette reati contro l’ambiente e in particolare contro la fauna selvatica.

Il Giappone ha aperto la strada inasprendo le pene per i reati legati al traffico illegale di fauna selvatica da uno a cinque anni di carcere. La Russia ha invece comunicato, per bocca del presidente Vladimir Putin, di voler approvare presto una legge in Parlamento che rende reato il contrabbando di specie a rischio, con possibili pene detentive per i colpevoli.

In attesa dell’approvazione di questo nuovo testo di legge, intanto lo scorso 31 marzo proprio il governo russo ha aumentato il risarcimento dovuto da chiunque sia accusato di aver ucciso o traffichi parti di tigri e leopardi e altre specie in via di estinzione, tra cui alcuni rapaci, per  100.000 rubli.

Non è stato da meno il ministro dell’ambiente giapponese che ha annunciato di voler sanzionare con il massimo della pena prevista – da un anno di carcere o una multa di  10,400 dollari a cinque anni di carcere o una multa di 52.000 dollari – chi verrà condannato per aver trafficato illegalmente fauna selvatica.

Una decisione storica per il Giappone che mai prima d’ora aveva calcato tanto la mano contro chi si macchia di simili colpe, nonostante  la legge sulla conservazione delle specie minacciate di estinzione sia entrata in vigore nel 1993.

E proprio in questa settimana si terrà a Vienna un’ importante riunione della Commissione delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e la giustizia penale. Un’occasione per aprire tra i vari paesi partecipanti un tavolo di confronto sulle risposte della giustizia penale per il traffico di fauna selvatica.

Per richiamare l’attenzione di molte popolazioni, come quella vietnamita, sulla inutilità di massacrare animali innocenti per ricavarne parti anatomiche ritenute “medicamentose” il WWF insieme a TRAFFIC hanno lanciato una provocatoria campagna pubblicitaria sui rinoceronti, che raffigura un rinoceronte con mani d’uomo o piedi al posto del suo corno. Corno costituito in gran parte da cheratina, la stessa sostanza che compone anche le unghie delle dita e dei piedi degli esseri umani.

Sofia Capone

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