Attivisti di Greenpeace dai giudici: prima condanna a due mesi di detenzione

Attivisti di Greenpeace dai giudici: prima condanna a due mesi di detenzione

Attivisti di Greenpeace dai giudici: prima condanna a due mesi di detenzione
<!–occhiello:start–>I 30 attivisti di Greenpeace sono in custodia cautelare, tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro. A Murmansk arriva la prima condanna: due mesi per Denis Sinyakov<!–occhiello:end–> Il fotografo di Greenpeace Denis Sinyakov è stato condannato a due mesi di custodia cautelare con l’accusa…

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I 30 attivisti di Greenpeace sono in custodia cautelare, tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro. A Murmansk arriva la prima condanna: due mesi per Denis Sinyakov

Il fotografo di Greenpeace Denis Sinyakov è stato condannato a due mesi di custodia cautelare con l’accusa di pirateria ai danni della piattaforma Gazprom. A decidere per la condanna dell’attivista d Grenpeace è stato il tribunale della città di Murmansk, dove quest’oggi si è svolto il processo per l’operazione avvenuta una settimana fa nelle acque dell’Artico.

La corte ha sottolineato come Sinyakov non sia residente a Murmansk e come viaggi spesso all’estero.

Anche Roman Dolgov, un altro attivista imputato, ha respinto con forza le accuse:

Credo che la carica sia stata illegittima e assolutamente ingiusta. Da parte nostra non c’è stato alcun atto di pirateria.

Attualmente nell’aula di tribunale vi sono 30 membri dell’equipaggio Arctic Sunrise in rappresentanza di 19 Paesi. Quattro di loro sono russi. Per tutti il verdetto dovrebbe essere emesso entro oggi. Fra di loro c’è anche un italiano: Cristian d’Alessandro.

Attivisti di Greenpeace dai giudici, per i tedeschi l’azione è stata legittima

Restano in regime di custodia cautelare e devono rispondere dell’accusa di pirateria i 30 attivisti di Greenpeace arrestati dalla Guardia Costiera in acque internazionali, dopo l’assalto dimostrativo alla piattaforma di Gazprom nel mare Artico. Il caso è ovviamente internazionale e sopratutto allarmante poiché l’accusa di pirateria è stata mossa verso un gruppo di attivisti non violenti che fa delle azioni dimostrative il fondamento del suo attivismo ambientale.

In questo momento come testimoniano i tweet gli attivisti di Greenpeace sono ascoltati da 6 giudici della Corte di Murmansk in 6 aule diverse.

Perciò le parole pronunciate da Putin al Terzo forum internazionale “The Arctic – Territory of Dialogue” tenuto a Salekhard in Russia fanno decadere di fatto l’accusa di pirateria:

Non sono ovviamente pirati.

A pronunciarsi invece nettamente a favore degli attivisti e della loro azione pacifica è il ministro degli esteri tedesco Frans Timmermans che spiega che l’azione di Greenpeace è stata del tutto legale. Il perché intervenga il ministro tedesco è chiaro: l’Arctic Sunrise, la nave con cui si è portato a termine l’assalto pacifico, batte bandiera tedesca.

Le pressioni degli attivisti di Greenpeace stanno portando a azioni di pressione sulle ambasciate russe e sugli alti apparati burocratici sia per far decadere l’accusa di pirateria, che è consistita nell’appendere uno striscione, sia chiaro, stanno portando a una mobilitazione internazionae a colpi di petizioni e mail inviate da cittadini infuriati.

Entra nel dibattito anche il Capitano Paul Watson, fondatore di Greenpeace e di Sea Shepherd che scrive:

Non hai bisogno di una benda sull’occhio o una gamba di legno di essere un pirata in questi giorni, hai semplicemente bisogno di prenderti cura della Terra e del futuro dei nostri figli. Per la prima volta in decenni, posso sinceramente dire che sono orgoglioso di essere un co-fondatore di Greenpeace. La loro campagna nelle acque artiche russe è coraggiosa , ed è riuscita a focalizzare l’attenzione internazionale sul petrolio e trivellazioni di gas in un ambiente artico fragile. Strategicamente si tratta di una brillante campagna, con 16 nazionalità rappresentate dal loro equipaggio con il risultato di 16 differenti questioni diplomatiche da affrontare

Foto | Gp Sunrise su Twitter

Attivisti di Greenpeace dai giudici: prima condanna a due mesi di detenzione é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 12:05 di giovedì 26 settembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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