Plastica monouso: l’importanza della Direttiva SUP per contrastare l’inquinamento

Il 14 gennaio 2022 è entrata in vigore anche in Italia la Direttiva SUP (Single Use Plastic, Direttiva UE 904/2019), la nuova normativa comunitaria sul divieto e sulla diminuzione del consumo di alcuni prodotti realizzati in plastica monouso responsabili di gravi danni all’ambiente.

La Direttiva SUP vieta l’utilizzo di una serie di prodotti monouso in plastica particolarmente nocivi per la salute e gli ecosistemi naturali, soprattutto per il biosistema marino. Si tratta di oggetti come prodotti in plastica oxo-degradabile come i sacchetti, bastoncini cotonati, agitatori per bevande, cannucce, posate di plastica. Inoltre, sono previste nuove regole per l’etichettatura e nuovi obiettivi per il riciclo dei rifiuti.

In particolare, per i prodotti non vietati, la Direttiva 904/2019 obbliga i produttori ad apporre un’etichetta chiara e comprensibile sui prodotti che indichi la presenza di plastica e segnali i rischi ambientali dell’eventuale dispersione e le procedure per un corretto smaltimento.

È anche previsto che dal 2024 i tappi dei contenitori delle bevande siano attaccati alle bottiglie con una capacità fino a 3 litri, le quali entro il 2025 devono essere realizzate con almeno il 25% di plastica riciclata arrivando al 30% entro il 2030.

 

Come adeguare l’ambiente di lavoro alla Direttiva SUP

Le nuove norme europee per la lotta all’inquinamento causato dalla plastica monouso richiedono l’adeguamento dell’intera filiera, dal produttore al consumatore, comprese quindi le aziende, che a questo proposito devono rivedere le proprie forniture.

Come segnalato dalla guida dedicata sul web magazine di Lyreco, la Direttiva SUP, infatti, richiede anche alle imprese di allinearsi alle nuove disposizioni comunitarie adottando strategie ottimali per la gestione della plastica in ufficio e in tutti gli ambienti di lavoro sostituendo i prodotti vietati con articoli consentiti di pari funzionalità.

Per raggiungere un contesto 100% plastic free, bisogna innanzitutto intraprendere un percorso di transizione per la riduzione del consumo di prodotti di plastica, per rendere l’ambiente di lavoro più sostenibile attraverso soluzioni circolari che valorizzino l’uso di prodotti con una bassa impronta ecologica. Si tratta ad esempio di stoviglie compostabili, cannucce in carta, borracce in alluminio e piatti in fibra naturale, prodotti eco-friendly che si possono trovare già oggi presso i fornitori più attenti alla questione ambientale.

Un altro punto importante per le aziende è la gestione della raccolta differenziata in tutti gli ambienti di lavoro, adottando pratiche ottimali per la separazione e il recupero dei materiali riciclabili in plastica.

Per orientarsi in maniera corretta nella scelta delle forniture green per l’ufficio, nel rispetto delle norme della Direttiva SUP, è fondamentale leggere con attenzione le informazioni riportate in etichetta, dove per legge deve essere segnalato in modo comprensibile la presenza di plastica, il metodo di smaltimento da evitare e l’impatto ambientale causato dalla dispersione del prodotto.

Interventi di questo tipo aiutano non solo a rispettare le nuove normative in materia di plastica monouso, ma consentono di ottenere benefici concreti in termini di immagine aziendale, qualità dell’ambiente di lavoro e riduzione dei costi.

 

Alcuni consigli utili per creare un ambiente di lavoro plastic free

Il bando alla plastica monouso può rappresentare l’occasione giusta per implementare una strategia ambientale più ampia ed efficace, per trasformare l’ambiente di lavoro in un ufficio plastic free rispettoso degli ecosistemi naturali della biosfera.

Ovviamente è essenziale ricorrere ai principi dell’economia circolare, adoperandosi per ridurre, riutilizzare e riciclare prodotti e materiali all’interno dello spazio lavorativo.

Inoltre, come azienda, è importante educare e offrire una formazione costante ai dipendenti e allo stesso tempo richiedere la collaborazione e partecipazione di tutti, affinché ognuno possa fornire il proprio contributo per migliorare la sostenibilità aziendale.

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