Agricoltura: Sit-in presso la Regione Emilia Romagna

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Agricoltura: Sit-in presso la Regione Emilia RomagnaSit-in presso la Regione Emilia Romagna (assessorato Ambiente) di un centinaio di agricoltori aderenti a Cia, Confagricoltura e Copagri dell’Emilia Romagna ‘in rappresentanza delle oltre 86.000 imprese per sollecitare risposte alla richiesta – più volte avanzata – di un confronto sulle politiche ambientali’.

BOLOGNA, 28 gennaio 2013 – Cia, Confagricoltura e Copagri dell’Emilia Romagna hanno promosso un sit – questa mattina presso la sede dell’assessorato dell’Ambiente per sollecitare risposte alla richiesta più volte avanzata di un confronto sulle politiche ambientali della Regione “che sono risultate sempre più vessatorie per le imprese agricole. Sotto le torri della Regione erano presenti un centinaio di agricoltori, compresi due trattori, in rappresentanza delle oltre 86.000 imprese.
L’iniziativa è stata decisa a seguito dell’ennesimo provvedimento penalizzante della Regione inerente la perimetrazione delle aree vulnerabili e della direttiva nitrati.
“Gli agricoltori non condividono e non comprendono la ragione per la quale la Regione Emilia Romagna ha voluto anticipare il provvedimento che conferma la perimetrazione delle Zone vulnerabili ai nitrati senza attendere l’esito dell’incontro tra le quattro regioni del Nord che nel 2011 avevano unitariamente sostenuto la richiesta di deroga che la Ue ha concesso”, lamentano le Organizzazioni agricole .
Questo provvedimento, segnalano, è stato deciso senza attendere gli esiti del preannunciato incontro tra le quattro regioni del Nord e risulta confermare quelle delimitazioni ritenute eccessive, “per le quali è stato chiesto una definizione più razionale delle aree vulnerabili ai nitrati e il rispetto dell’accordo Stato/Regioni del maggio 2011 che impegnava i Ministeri e le Regioni all’aggiornamento delle aree vulnerabili”.
“Non siamo stati ascoltati ma, peggio, ci sentiamo presi in giro . E’ inaccettabile – scrivono ancora Cia, Confagricoltura e Copagri – che la Regione non ritenga doveroso ascoltare, al di là dei formalismi procedurali delle udienze conoscitive un settore economico che in questa regione ha da sempre tutelato e difeso l’ambiente , basti ricordare che abbiamo per primi adottato la lotta integrata”.
“Ci dispiace ancora di più constatare che una regione come l’Emilia Romagna che aveva individuato nella Green economy un elemento di sviluppo per il settore agricolo , abbia stravolto tale indirizzo emanando atti che hanno calato sulle imprese ulteriori vincoli senza creare vere occasioni di sviluppo ed occupazione.
Da ultimo le modalità di confronto sulla direttiva nitrati ed aree rete Natura 2000.

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