Decreto Sviluppo bis: incentivi alle start-up innovative

Piperina e curuma plus

Abbiamo pensato di avviare questa nuova categoria con un articolo Salvatore Zarbo IPSOA in quanto tema di grande attualità ed importanza. Lo start-up aziendale è la fase in cui si determinano il successo ed il futuro   dell’azienda e dell’idea imprenditoriale da sviluppare. Con il Decreto Sviluppo Bis vengono gettate le basi per degli incentivi alle start-up innovative affinchè possano godere di qualche aiuto in questa fase critica della vita aziendale. Ci auguriamo che in un molto prossimo futuro la politica riesca a sostenere ancor meglio le aziende (siano esse nuove o vecchie) che si dedicano all’innovazione ed alla ricerca di nuovi prodotti/servizi per nuovi settori/mercati.

 

Al fine di sostenere la crescita e l’innovazione, con il Decreto Sviluppo bis sono state varate una serie di misure finalizzate a sostenere la nascita di start-up in settori ad alta vocazione innovativa, come quello tecnologico. Il campo d’azione è molto ampio e con il Provvedimento si interviene su diversi ambiti che interessano le imprese start-up: sistema di tassazione, rapporti di lavoro, sistema societario, promozione dell’internazionalizzazione e procedure concorsuali.

Introduzione
Oggi, più che in passato, la crescita economica di un Paese è legata alla capacità d’innovarsi e adattarsi al cambiamento, aspetti fortemente influenzati dall’evoluzione della domanda del mercato dei beni. Un Paese nel quale le imprese tendono a innovare i processi produttivi e i loro prodotti, ha un vantaggio competitivo di sicuro rilievo, specie in una fase economica dove le produzioni tradizionali sono soggette a una forte concorrenza legata ai bassi costi di produzione presenti in alcune aree geografiche del globo.
Pertanto è indispensabile puntare su nuovi prodotti e processi produttivi, al fine di consentire ai Paesi maggiormente industrializzati e che attraversano una fase di maturità del ciclo economico, di poter continuare a crescere, sfruttando il know-how di risorse e mezzi di cui questi dispongono. In tale direzione, con il Decreto Sviluppo bis, emanato nel mese di ottobre, sono state introdotte nell’ordinamento italiano una serie di norme volte a favorire la nascita e lo sviluppo di imprese start-up innovative. La strategia messa in campo in Italia risulta in linea con quanto richiesto da parte dell’Unione europea e rientra in un quadro di riforme volte a consentire la crescita del Paese e contestualmente favorire l’occupazione. Inizialmente le risorse che saranno stanziate ammontano a circa 200 milioni di euro e a regime saranno previste 110 milioni di euro annue; tali risorse saranno gestite dalla Cassa depositi e prestiti e dal Fondo Italiano d’Investimento sotto forma di incentivi e fondi erogati a favore delle start-up innovative.
Con il Provvedimento in esame viene introdotta per la prima volta nell’ordinamento italiano la definizione di impresa start-up innovativa. In particolare, non viene fornita una definizione esatta, ma si fa riferimento a dei requisiti che consentano d’individuare la neo impresa e i contenuti di innovazione di questa. In merito ai primi:
• relativamente ai parametri di bilancio, il valore della produzione rilevabile da conto economico non deve essere superiore a 5 milioni di euro; inoltre, al fine di incentivare le imprese che si autofinanziano, è previsto tra i requisiti che la società non deve distribuire utili ai soci;
• in merito ai requisiti che attengono ad aspetti societari, per essere considerate start-up si deve trattare di società costituite da non più di 4 anni, la società deve avere sede in Italia e anche i suoi interessi d’affari si devono concentrare nel territorio nazionale.
Norme specifiche sono state contenute nel Decreto per quanto riguarda il controllo societario delle imprese start-up; in merito è stato espressamente previsto che il controllo delle imprese start-up innovative deve essere esercitato esclusivamente da persone fisiche e quindi non può esistere un gruppo societario controllante, pertanto la maggioranza dei diritti di voto in assemblea e del capitale deve essere in possesso di persone fisiche. Inoltre, non sono considerate start-up le imprese che sono nate a seguito di operazioni societarie: fusioni, scissioni, cessioni azienda ecc.
Infine, per quanto riguarda l’oggetto sociale, il Decreto stabilisce che possono essere classificate tra le start-up innovative, le imprese che hanno come oggetto sociale esclusivo la commercializzazione e lo sviluppo di servizi/prodotti innovativi, con particolare riferimento al mondo delle tecnologie.
La seconda categoria di requisiti è volta a individuare l’aspetto innovativo dell’impresa, pertanto possono essere considerate start-up innovative le imprese che rispettano i requisiti elencati sopra e oltre a questi almeno uno dei seguenti tre: utilizzare nell’ambito dell’impresa dipendenti altamente qualificati nel proprio per almeno un terzo del totale del personale in organico; disporre della titolarità o licenziataria di una privativa industriale legata al core business dell’impresa; con riferimento ai costi di produzione, le spese in ricerca e sviluppo devono essere almeno pari o superiori al 30% del maggiore tra il valore e il costo della produzione.

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