Vivaismo. Il futuro arriverà da un vaso che si degrada nel terreno

Vivaismo. Il futuro arriverà da un vaso che si degrada nel terreno, a Pistoia 3,5 milioni di euro per innovare in filiera: coinvolti 64 soggetti.

Pistoia, 19 dicembre 2012. Alla crisi si reagisce con creatività e sistematicità. Questa la linea guida di Igan-Eco Pot, il più importante piano di filiera del vivaismo (toscano e non solo). Il 18 dicembre a Pistoia si è tenuto, nella splendida cornice del Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, il primo incontro dopo la 'vittoria' dei promotori di Igan, Italian Green Agri-Net, il progetto che nei prossimi mesi prevede 3,5 milioni di euro di investimenti, che coinvolge 64 soggetti, di cui 58 aziende vivaistiche, e oltre 20 cofinanziatori.
Igan è risultato uno dei vincitori del Bando Multimisura per Progetti Integrati di Filiera (Pif), annualità 2012 della Regione Toscana. Il contributo pubblico è il 47% del totale investimenti. Capofila del Pif è Impresa Verde Pistoia, società di servizi di Coldiretti.
"È una grande soddisfazione aggregare così tanti soggetti -ha dichiarato Mario Carlesi, presidente di Coldiretti Pistoia-, dall'Università al Cnr, alle tante aziende coinvolte. Non tutte le imprese, fra l'altro, sono provenienti dal mondo Coldiretti. Tutte prove della bontà e dell'urgenza di un progetto come Igan".
Cosa prevede Igan-Eco Pot. Il progetto si basa su tre pilastri convergenti: certificazione Mps di tutte le vivaistiche cofinanziatrici, il più importante riconoscimento internazionale per i produttori di piante; investimenti per rendere le strutture produttive più eco-compatibili e sicure; sperimentazione sul campo di un nuovo vaso ecologico (Eco-Pot) che eliminerebbe il problema dello smaltimento dei vasi di plastica attualmente utilizzati nei vivai. Vaso che si dissolve quando la pianta viene interrata nella sede definitiva, ma molto resistente quando è fuori dal terreno e contiene la pianta in fase di crescita.
"Abbiamo individuato dei composti di matrice organica -spiega Maurizia Seggiani, della facoltà di Ingegneria chimica dell'università di Pisa, uno dei proponenti del Pif – capaci, una volta interrato il vaso, di degradare anche le componenti sintetiche. La sperimentazione sarà su larga scala e su vasi non piccoli, con capienza da 18 a 50 litri".
Igan ha lo scopo di proseguire e consolidare il processo di valorizzazione dei prodotti iniziato dal Piano integrato di filiera San-Soil, in corso di realizzazione. Con San-Soil i soggetti coinvolti sono stati 25, oggi 64.
"Abbiamo messo a punto un progetto in linea con le esigenze ambientali ed economiche del momento -ha commentato Renzo Spagnesi, direttore dei Vivai Sandro Bruschi, capofila Pif per la misura 124 (innovazione)-. Ne è emblema il fatto che tante aziende e ricercatori si raccolgono attorno ad un vaso che si disgrega: meno rifiuti significa più qualità, più reali vantaggi competitivi per le nostre produzioni e, sopratutto, una nuova cultura collaborativa di cui il nostro tessuto produttivo ha bisogno, per conquistare insieme nuovi mercati".

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