Vini. Tutte le sfumature del (Pinot) Grigio

Vini. Tutte le sfumature del (Pinot) GrigioTutte le sfumature del Grigio al Mas dela Fam. Ma non immaginatevi scene erotiche né pratiche BDSM, come nel best seller di E. L. James, ambientate avventurosamente sulla collina di Ravina.

No, questa volta il Grigio è molto più modestamente, e realisticamente, il Pinot. Edi Pinot, della sua anima, dei suoi colori e di tutte le sue sfumature se ne parlerà fra qualche giorno, l’8 febbraio, nel ristorante di Luca Boscheri alle porte di Trento. Si discuterà di Pinot Grigio ma soprattutto si berrà, e si giocherà, con il Pinot Grigio.
Amato, dagli americani, che da qualche decennio sembrano non poterne più fare a meno (ma che producono già il 50% del loro fabbisogno), e dai contadini, che con questo vitigno ci hanno fatto un sacco di soldi (anche se pare che ora possa venire scalzato dal più vigoroso e nazionale Trebbiano), e odiato e vituperato dai critici e dai cultori del vino come espressione del terroir, il Grigio occupa ancora la scena: nel 2012 è stato il vitigno più coltivato e continua a far discutere e ad accendere il dibattito.
Pinot Grigio sì o Pinot Grigio? Ecco il dilemma, come una sorta di Essere o non Essere tutto enologico. Ma anche politico ed economico. Su uno dei blog di settore più battaglieri della provincia, www.trentinowine.info, nei mesi scorso un solo post dedicato a questo vitigno collezionò oltre 400 commenti e scatenò un mezzo putiferio: l’opinione pubblica si è divisa fra pinottisti e contropinottisti sino a farsi male (a parole), come in Trentino, almeno in tema di vino, non era mai capitato. L’idea di trasformare in un dibattito reale le tante parole che hanno riempito la rete, è nata proprio da qui.
Ed è stato Luca Boscheri a prendere la palla al balzo: “Tutte le sfumature del Pinot Grigio”, questo il titolo della serata in calendario il prossimo 8 febbraio. Ne spiega il senso, il vulcanico titolare del ristorante di Ravina: “Dopo aver seguito il dibattito sul Pinot Grigio che si è sviluppato in rete a fine dicembre 2012, ho pensato fosse utile provare a trarre delle conclusioni, per capire davvero quanto, e se, il Pinot Grigio rappresenti oggi il terroir e l’immagine del Trentino”.
E’ stata una sua idea o degli autori del blog mascherato? “L’idea è stata mia, il blog si è limitato a fornirmi un supporto organizzativo sul piano della comunicazione dell’evento”. Cosa succederà, al Mas dela Fam quel giorno? “Si parlerà, si discuterà, ma soprattutto assaggeremo alcuni dei Pinot Grigio che hanno fatto la storia della nostra regione e alcuni Pinot Grigio internazionali. L’assaggio, guidato da Marco Larentis, si concluderà con un piccolo giochino: chiederemo ai nostri ospiti di dire quale fra i calici assaggiati sia un calice trentino”. L’evento diventerà poi oggetto di una video clip che sarà messa in rete e distribuita sui social network.
Ancora top secret, naturalmente, i nomi delle bottiglie che saranno stappate. All’appuntamento, comunque, si sono già prenotati alcuni nomi, che su questo tema hanno molto da dire e hanno già speso un sacco di parole: i giornalisti Franco Ziliani, Angelo Peretti, Nereo Pederzolli; l’enologo Enrico Paternoster, i produttori Mario Pojer, Peter Dipoli, Albino Armani e il direttore generale di Consorzio Vini del Trentino Erman Bona. Un parterre di nomi che già da soli sono una garanzia sulla qualità dei contenuti che scaturiranno dal dibattito che precederà, a partire dalla 17, la degustazione e poi la cena.

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