Puglia: "vertenza comparto lattiero-caseario"

Puglia: "vertenza comparto lattiero-caseario"L’assemblea della Coldiretti Puglia dichiara lo stato di mobilitazione della categoria. Il nuovo Presidente Cantele presenta un dossier al Presidente della Giunta Vendola e all’Assessore alle Risorse Agroalimentari Stefàno.

Inaugurando una prassi che porterà alla ribalta, di volta in volta, le vertenze che minano il corretto sviluppo delle singole filiere dell’agroalimentare pugliese, i nuovi quadri dirigenti della Coldiretti Puglia, al termine dell’Assemblea elettiva, hanno deciso di iniziare con il comparto lattiero-caseario, denunciando l’atteggiamento irresponsabile dei caseari/trasformatori/commercianti del latte pugliese e della loro rappresentanza, che vanifica ogni tentativo di concertazione e sviluppo armonico ed equilibrato della filiera stessa e dichiarando per questo lo stato di mobilitazione del mondo agricolo.
Rapporti di filiera paradossali, prezzi fermi a 20 anni fa, truffe commerciali sono in sintesi gli elementi che hanno portato la Coldiretti Puglia ad accendere i riflettori sul comparto.
“Dalla stalla agli scaffali dei supermercati – ha denunciato il neo eletto Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – il prezzo del latte fresco e dei prodotti lattiero-caseari aumenta di ben quattro volte, di contro il prezzo del latte alla produzione è fermo a 20 anni fa, con una quotazione attuale tra i 35 – 38 euro al quintale. Tutto ciò mentre I mangimi (+9,1%) ed il costo energetico (+8%) hanno notevolmente appesantito il bilancio delle aziende zootecniche regionali e, ad oggi, si può calcolare un costo medio di produzione del latte nell’intervallo tra i 41 e 43 euro al quintale alla stalla. Pure con queste evidenze, che avrebbero dovuto portare ad un nuovo accordo sul prezzo del latte regionale, si è assistito in questi ultimissimi mesi al fallimento di una intesa promossa dall’Assessorato alle Risorse Agroalimentari, al fine di disciplinare il prezzo e le modalità di commercializzazione del latte bovino in quota, conferito dai produttori agli acquirenti, fallimento dovuto alla non giustificata assenza dal tavolo del mondo della trasformazione”.
In Puglia sono 2.700 gli allevamenti che producono circa 3,5 milioni di quintali di latte, con la presenza di importazioni per circa 1,5 milioni di quintali, generalmente di prodotti semi-lavorati quali cagliate, polvere di latte, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, spacciati per “Made in Puglia”.
“Oltre all’inganno a danno dei consumatori – ha aggiunto il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – si tratta di concorrenza sleale nei confronti di produttori e trasformatori che utilizzano esclusivamente latte crudo. Infatti, per produrre un chilogrammo di mozzarella si sostengono costi per il solo latte di almeno 3,5 euro/kg, per cui il prezzo al pubblico di un kg di mozzarella vaccina di qualità non dovrebbe essere inferiore ai 7,5/8 euro/kg. Alcuni soggetti della filiera, già da alcuni mesi, stanno ‘svendendo’ e deprezzando la vera mozzarella pugliese, offrendola a prezzi stracciati sugli scaffali della distribuzione organizzata, finanche a 3 euro al chilogrammo. La dimensione del fenomeno, in costante crescita, minaccia gli allevatori, i caseifici e i consumatori”.
Per non parlare poi di vere e proprie truffe realizzate da soggetti che, con fallimenti “pilotati”, lasciano a secco i propri fornitori, per riapparire poi sul mercato con una nuova “ragione sociale”.
Per questo la Coldiretti Puglia ha presentato un dossier sulla ‘VERTENZA COMPARTO LATTIERO-CASEARIO’ al Presidente della Giunta Vendola e all’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Stefàno, con la quale si chiede l’immediata apertura di un tavolo della filiera della zootecnia regionale, sotto l’egida dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari, per la definizione di un prezzo minimo di acquisto di latte prodotto in Puglia, avente le caratteristiche qualitative presenti nelle scheda di prodotto del “latte alimentare 100% Puglia” del “Marchio Prodotti di Qualità Puglia”, che garantisca la copertura dei costi di produzione; le puntuali verifiche degli impegni di filiera intrapresi dai PIF finanziati con il P.S.R. 2006-2013 e degli aspetti amministrativo-fiscali della gestione aziendale dei “primi acquirenti”, oggetto di concessioni da parte della Regione e la creazione del coordinamento degli organi di controllo, al fine di sinergizzare e ottimizzare la straordinaria opera svolta per il contrasto alle frodi e alle sofisticazioni, tesa a tutelare la parte sana della filiera lattiero-casearia ed il cittadino-consumatore.

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