Ogm, Futuragra su rischio procedura infrazione Friuli

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Ogm, Futuragra su rischio procedura infrazione FriuliOgm, Futuragra: ‘Il tentativo di applicare una ‘Clausola di salvaguardia’ in Friuli è fallito. L’Ue vigila e adesso il Friuli rischia la procedura d’infrazione’.

Pordenone, 1 febbraio 2013 – Il rischio di una procedura di infrazione contro la Regione Friuli Venezia Giulia è la dimostrazione che esistono disposizioni europee in materia di OGM che ne consentono la coltivazione e che l’Unione Europea ha tutta la volontà che queste norme vengano applicate.
“Il tentativo di imporre una sorta di clausola di salvaguardia regionale è definitivamente fallito, ha dichiarato Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra. Se qualcuno, a ridosso delle elezioni politiche, sta pensando di usare questo modello per un divieto nazionale, sappia che la legge non è dalla sua parte e che il tentativo sarà solo destinato a fallire”.
Le risposte dell’Assessore Violino all’interrogazione del consigliere Venier Romano riguardo al rischio di una procedura di infrazione per la Regione Friuli Venezia Giulia sono evasive. La recente sentenza della corte di Giustizia chiarisce che eventuali divieti di coltivazione sugli OGM sono possibili solo se provenienti direttamente da misure di coesistenza messe realmente in pratica. “Dove sarebbero le misure di coesistenza? – ha commentato Campagnolo. Siamo ancora una volta al solito gioco del rimpallo di responsabilità a spese di un’agricoltura innovativa e di quanti vorrebbero produrre di più sia qualitativamente che quantitativamente”.
“All’indomani dell’approvazione della legge regionale avevamo subito avvertito che quel provvedimento andava notificato alla Commissione Europea, spiega Campagnolo. La Regione non lo ha fatto, siamo stati inascoltati e adesso il rischio di una procedura di infrazione è reale”.
“Quali sarebbero infine le ragioni oggettive, siano esse economiche, ambientali o sanitarie che giustifichino i divieti di coltivazione invocati dalla Regione? – ha aggiunto Campagnolo -. In Friuli si produce mais da secoli, fa parte della nostra storia e della nostra economia, ma la politica pretende che continuiamo a coltivarlo come si faceva 100 anni fa. Il paradosso è che per tenere fede a tutti i costi a questa visione ideologica l’agricoltura sprofonda sempre di più nella crisi e scompare anche dal dibattito politico”.

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