Natale: sulle tavole meno brindisi ma tutti "tricolori"

Durante le feste si stapperanno 162 milioni di bottiglie (-1,8%) tra spumante e vino. Secondo le stime della Cia, diminuiscono le quantità rispetto al 2011 e si accorcia anche il budget, con le famiglie orientate verso etichette più economiche. Il giro d’affari al consumo per le ‘bollicine’ sarà complessivamente di 697 milioni di euro, quello per rossi e bianchi intorno ai 345 milioni. Il 59 per cento degli italiani preferisce lo spumante dolce e solo uno su 20 compra champagne. Il vino resta uno dei regali più gettonati: nell’85 per cento dei ‘pacchi-dono’ c’è almeno una bottiglia.

Con le feste alle porte comincia il "periodo d'oro" dello spumante e del vino "made in Italy", anche se quest'anno la crisi non risparmia neppure il brindisi. Tra Natale, Capodanno ed Epifania, infatti, verranno stappate circa 162 milioni di bottiglie, con un calo dell'1,8 per cento rispetto al 2011. In ogni caso ancora una volta le bollicine nazionali stravincono sullo champagne, con quasi 93 milioni di tappi "nostrani" pronti a saltare in aria durante le prossime festività. Anche i vini italiani stravincono sulle tavole natalizie, con poco meno di 70 milioni di rossi e bianchi acquistati per accompagnare i piatti della migliore tradizione culinaria. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in base alle rilevazioni compiute sulle intenzioni d'acquisto degli italiani.
Oltre a prestare più attenzione alle quantità per evitare sprechi e spese superflue -sottolinea la Cia- quest'anno le famiglie stanno anche molto più attente al prezzo. Complici il potere d'acquisto ai minimi, le tredicesime quasi tutte impegnate sulle scadenze fiscali di fine 2012 ma anche gli aumenti dei listini al consumo di prosecco e rosso (in media tra il +1 e il +2 per cento), si accorcia ancora il budget per le bevande e ci si orienta verso etichette più economiche. Nel dettaglio, per una bottiglia di spumante si spenderanno mediamente tra i 5 e i 10 euro, mentre per il vino sarà privilegiata la fascia compresa tra i 3 e i 7 euro. Con una spesa complessiva che è stimata intorno ai 697 milioni di euro per le "bollicine" e ai 345 milioni di euro per il vino.
In particolare -continua la Cia- per quanto riguarda lo spumante, ben il 68 per cento delle bollicine verrà stappato a casa in famiglia, contro il 32 per cento in locali e veglioni. E a prevalere nei gusti degli italiani sarà lo spumante dolce (59 per cento delle preferenze), seguito da quelli secchi e "brut" (36 per cento). Lo champagne raccoglie solo il 5 per cento delle preferenze: vuol dire che solamente un italiano su venti sceglie il "made in France" invece delle bollicine tricolori. Bollicine che, proprio nel periodo compreso tra Natale e la Befana, hanno il loro picco record: infatti, ben il 70 per cento degli acquisti di spumante avviene nei 25 giorni compresi tra il 10 dicembre e il 6 gennaio.
Quanto al vino, anche quest'anno i rossi prevarranno sui bianchi, con un rapporto di 4 su 5. La scelta degli italiani cadrà soprattutto sulle produzioni etichettate, ma con un buon rapporto qualità-prezzo (74 per cento), senza esagerazioni e lussi. Ma il vino "vince" nelle feste anche come regalo per amici e parenti -conclude la Cia-. Nell'85 per cento dei "pacchi-dono" c'è infatti una o più bottiglie di vino a denominazione d'origine.

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