L'agricoltura di montagna "verso la nuova Pac"

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L'agricoltura di montagna "verso la nuova Pac"Confronto con la Regione Lombardia promosso da Coldiretti Zogno (Bg). Segnalare alla Regione Lombardia le istanze dell’agricoltura di montagna affinché ne tenga conto quando scriverà le nuove regole per il settore previste dalla Pac.

E’ l’importante opportunità che hanno avuto i partecipanti al convegno promosso dalla Coldiretti della Valle Brembana e della Valle Imagna sul tema “Verso la nuova Pac, un progetto per ripartire dall’agricoltura di montagna” che si è tenuto il 15 febbraio scorso a Zogno (Bg).
Al confronto tra agricoltori, allevatori trasformatori e consumatori sono intervenuti il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio, il direttore generale del settore agricoltura della Regione Lombardia Paolo Baccolo e il dirigente della Struttura Sviluppo dell’agricoltura di montagna e dell’utilizzo sostenibile dei terreni agricoli della Regione Lombardia Alberto Lugoboni. Ha coordinato i lavori la presidente di Zona Lucia Morali affiancata dal segretario di zona Demetrio Cerea.
In apertura dell’iniziativa è stato proiettato il filmato realizzato dalla Coldiretti nazionale per raccontare quanto è stato fatto negli ultimi quattro anni dal punto di vista sindacale e i risultati raggiunti con il progetto per la costruzione di una filiera agricola italiana. Immagini e parole che hanno raccontato l’impegno di Coldiretti, fatti concreti e idee innovative per ridare slancio al settore agricolo.
“L’Agricoltura ha il fondamentale compito di produrre cibo – ha esordito Alberto Brivio -, per questo merita considerazione. La merita soprattutto l’agricoltura di montagna, che ha come protagonisti gli agricoltori che ogni giorno con il loro lavoro producono prodotti di grande qualità e tutelano il territorio. Dove c’è questa agricoltura, c’è anche Coldiretti”.
Dopo avere presentato una fotografia dell’agricoltura della montagna lombarda con i dati elaborati dall’ultimo censimento, Alberto Lugoboni ha sottolineato le caratteristiche di questa realtà a partire dal fatto che le zone montane rappresentano il 40% del territorio della Lombardia e ospitano il 10% della popolazione regionale.
Ha quindi evidenziato le luci e le ombre che caratterizzano l’ambito agricolo, con alcuni segnali di difficoltà per quanto le produzioni di qualità e il loro mercato e i cambiamenti che hanno interessato la consistenza del patrimonio delle varie specie animali (+ 47% cavalli. – 57% suini).
Lugoboni ha inoltre sottolineato il ruolo fondamentale che ha l’agricoltura di montagna per la conservazione delle biodiversità e come l’attività agricola debba avere la possibilità anche di esprimere nuove potenzialità, al di là degli ambiti di valorizzazione tradizionali.
Il vivace dibattito avviato dagli agricoltori presenti ha posto l’accendo su alcuni dei problemi di maggiore interesse, come la difficoltà per le piccole imprese di fare reddito, la gestione dei boschi e degli alpeggi, l’eccessive burocrazia che in molti casi scoraggia l’accesso alle misure di sostegno, le complicazioni legate alla effettiva meccanizzazione dell’attività agricola in montagna.
Dopo aver risposto ai numerosi quesiti, Paolo Baccolo ha introdotto il tema della Pac. ” A livello comunitario – ha detto – da anni si va verso la revisione della spesa agricola perché ci sono altre priorità: il lavoro, la sicurezza, l’innovazione. Ormai per la Pac i giochi sono fatti. Il bilancio per la Lombardia sarebbero potuto essere peggiore, fortunatamente non è stato così. Per le aziende di montagna stiamo ancora cercando di capire esattamente come cambieranno le cose”.
Per quando riguarda i soggetti che potranno accedere agli aiuti, secondo Baccolo è necessario fare una riflessione sulla definizione di ” veri agricoltori” visto che proprio in montagna è molto diffuso il part-time e che nei 28 paesi che compongono l’Unione Europea le situazioni sono molto diverse. “Probabilmente – ha spiegato – questa definizione spetterà ai singoli stati membri”.
In conclusione Baccolo ha anticipato che quasi certamente la prossima programmazione inizierà da gennaio 2015 e ha rimarcato quanto sia importante sostenere l’agricoltura per assicurare al nostro paese l’autosufficienza alimentare. “La Lombardia – ha sottolineato – pur essendo una regione leader dal punto di vista agricolo produce solo il 60 % del proprio fabbisogno, il restante 40% lo acquista in altre parti. Se un giorno qualcuno fosse disposto a pagare più di noi quel 40%, che cosa mangeremmo? La sfida per i prossimi anni sarà infatti rappresentata da un forte aumento della popolazione, che richiederà un conseguente aumento di produzione di prodotti alimentari. In questo scenario anche l’agricoltura di montagna deve fare la propria parte, puntando soprattutto sulla qualità e la tipicità”.

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