La Cia di Reggio Emilia sulla direttiva nitrati

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La Cia di Reggio Emilia sulla direttiva nitrati‘Dopo Legambiente, anche l’Assessore regionale all’Ambiente Freda si pronuncia sull’applicazione della direttiva nitrati, sospesa per un anno per quanto riguarda le zone vulnerabili, ma purtroppo lo fa con toni ed argomentazioni che dimostrano che non sa di cosa sta parlando!’.

Lo sostiene il presidente della Cia di Reggio Emilia Ivan Bertolini, che interviene sulle polemiche degli ultimi giorni, dopo che la legge di stabilità ha introdotto la deroga di cui sopra.
“Tralasciando palesi errori concettuali contenuti in un’Ansa con le dichiarazioni dell’assessore -aggiunge- sorprende l’allarme lanciato rispetto alla nostra regione, quando a tutt’oggi non risultano segnalazioni di spandimenti di reflui effettuati da quando è in vigore la nuova norma, che ora non si possono in ogni caso effettuare per le condizioni meteorologiche”.
“Siamo sinceramente stanchi di sentirci additare come inquinatori, reali o potenziali -afferma il presidente provinciale della Cia reggiana- delle acque, quando invece tutto tace nelle altre regioni padane, che sono quelle dove la direttiva è in ritardo di applicazione e dove presumibilmente i problemi di eccesso di nitrati realmente ci sono”.
“Ricordiamo che la nostra realtà regionale e provinciale -afferma Bertolini- ha visto negli ultimi anni una forte riduzione del carico di bestiame, ed anzi suggeriamo alla Regione di fare per una volta i primi della classe utilmente anche per i suoi agricoltori, dimostrandosi la prima ad aggiornare la mappa delle zone vulnerabili, cosa che metterebbe fine alla sospensione della direttiva. In fondo basta prendere i dati dell’ultimo censimento agricolo, dove ad esempio la provincia di Reggio Emilia ha visto dimezzarsi in 10 anni il numero di capi suini presenti, e ridursi di 80mila il numero di bovini, se poi torniamo al 1995, anno di entrata in vigore della legge regionale per la tutela delle acque dai nitrati, il calo dei suini per Reggio sfiora i 500mila capi/anno”.
“Questo -conclude Bertolini- non ci sembra un compito così difficile, i dati del censimento sono pubblici ed ufficiali. Ricordiamo poi ancora una volta che gli accordi ministeri/regioni che l’intervento sulla legge di stabilità vorrebbe far applicare, prevedono studi rispetto all’apporto di nitrati nelle acque da parte di tutti, perché diventa sempre meno comprensibile che solo un settore economico, quello agricolo, abbia a carico il rispetto delle norme sui nitrati nelle acque, quando gli apporti degli stessi arrivano invece da svariate parti, da settori economici come dagli insediamenti civili”.

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