Emilia Romagna, zone vulnerabili ai nitrati: "Serve una riposta urgente"

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Emilia Romagna, zone vulnerabili ai nitrati: "Serve una riposta urgente"Cia – Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura e Copagri dell’Emilia Romagna non condividono e non comprendono la ragione per la quale la Regione Emilia Romagna ha voluto anticipare il provvedimento che conferma la perimetrazione delle Zone vulnerabili ai nitrati. ‘Serve una riposta urgente alla richiesta di incontro avanzata ai vertici regionali per discutere sui temi ambientali’.

BOLOGNA, 22 gennaio 2013 – La Giunta Regionale, nella seduta del 21 gennaio, senza tener conto della richiesta avanzata in sede di Consulta agricola, ha approvato la delibera specifica (confermando la perimetrazione). Un atto che è conseguente all’inserimento, in sede di conversione in Legge del Decreto Sviluppo bis, di un emendamento che impone alle Regioni l’aggiornamento delle zone vulnerabili e di conseguenza prevede che per un periodo non superiore ad un anno – nelle Zone vulnerabili ai nitrati (Zvn) – si applichino le stesse regole valide nelle zone non vulnerabili.
“Questo provvedimento è stato deciso senza attendere gli esiti del preannunciato incontro di mercoledì 23 gennaio a Milano tra le quattro regioni del Nord che nel 2011 unitariamente hanno sostenuto la richiesta di deroga che l’Ue ha concesso”, dicono le associazioni agricole.
Infatti tutte le organizzazioni agricole avevano invitato, nel corso delle riunione dello scorso 16 gennaio, l’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni a chiedere al presidente Vasco Errani di attendere almeno l’imminente incontro tra le regioni per verificare se persistevano ancora le condizioni per convenire su una posizione comune, anche in considerazione del recente lavoro compiuto insieme.
“Le delimitazioni sono eccessive, chiediamo una definizione più razionale delle aree vulnerabili ai nitrati e il rispetto dell’accordo Stato/Regioni del maggio 2011 che impegnava i ministeri e le regioni all’aggiornamento delle aree vulnerabili”.
“Non siamo stati ascoltati ed è inaccettabile – lamentano le associazioni – che la regione abbia voluto anticipare tutti volendo fare la prima della classe pur avendo assunto in altre sedi l’impegno a concertare le azioni. In attesa di conoscere quali saranno le decisioni che a livello nazionale saranno assunte in questa delicata fase pre-elettorale il rischio è che ancora una volta i nostri allevatori siano penalizzati rimanendo schiacciati tra l’opportunismo elettorale di alcune regioni e l’eccesso di zelo dell’Emilia Romagna. Ancora una volta – concludono le associazioni – rimaniamo sconcertati per la scarsa attenzione portata alle argomentazione del mondo agricolo quando si tratta di temi ambientali”. Le imprese sono stanche di subire un simile trattamento e metteranno in atto le iniziative utili a tutelare la propria attività.

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