Elezioni, la carica delle donne in Lombardia: nelle liste "quote rosa" al 33 per cento

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Elezioni, la carica delle donne in Lombardia: nelle liste "quote rosa" al 33 per centoUn candidato al Parlamento su 3 in Lombardia è donna e ha in media 46 anni. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti regionale sulle liste dei principali partiti in corsa con quasi 1.300 aspiranti a una poltrona di deputato o di senatore nelle tre circoscrizioni di riferimento: Lombardia 1 (Milano), Lombardia 2 (Varese, Como, Sondrio, Lecco, Bergamo e Brescia), Lombardia 3 (Cremona, Mantova e Lodi).

Secondo quanto emerge dall’elaborazione della Coldiretti Lombardia, la lista che si aggiudica l’Oscar della parità di genere è Sel, dove le donne sono esattamente la metà dei candidati. Chi invece ha meno rappresentanti femminili è il Movimento 5 Stelle con il 10 per cento. Il Pd invece si attesta sul 44 per cento e il Pdl sul 25 per cento come la Lega Nord. La Rivoluzione civile di Ingroia è al 38 per cento di quota rosa, come l’Udc e la Lista Monti, mentre Futuro e Libertà è al 30 per cento. La Destra di Storace viaggia sul 28 per cento.
E se le donne “perdono” se si pesa la loro rappresentanza nelle varie squadre in corsa, vincono invece sul fronte anagrafico: in genere sono più giovani degli uomini (46 anni contro 49 anni). Le liste dove l’età media delle aspiranti parlamentari è più bassa sono quelle della Lega Nord (33 anni per la Camera in Lombardia 3) e quella del Movimento 5 Stelle (39 anni per la Camera in Lombardia 1). Mentre nella Lista Monti al Senato l’età media delle candidate si attesta sui 58 anni e sale a 59 anni sempre per il Senato nella lista di Rivoluzione civile.
Il Parlamento – stima la Coldiretti – sarà profondamente rinnovato con almeno la metà degli eletti alla prima esperienza parlamentare dopo che tutte le forze politiche hanno puntato su volti nuovi mentre alcune formazioni come il movimento 5 stelle e le liste Monti alla Camera hanno addirittura candidato solo persone alla prima esperienza parlamentare.
I primi segnali di cambiamento che vengono dalle proiezioni sui risultati elettorali incontrano le attese di cittadini e dalle imprese in un Paese come l’Italia che ha la classe dirigente più vecchia in Europa con una età media di 59 anni, con punte di 67 anni per i banchieri, di 63 per i professori universitari e di 61 per i dirigenti delle partecipate statali, secondo l’analisi della Coldiretti. “Se c’è ancora incertezza sugli schieramenti che usciranno vincenti dal confronto elettorale è certamente positivo il fatto che dalle urne uscirà un Parlamento più giovane e quindi speriamo anche più attento ad investire sul futuro” ha affermato il presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini. Una tendenza che riguarda anche la Coldiretti che, nel percorso dei rinnovi che ha portato all’Assemblea nazionale, ha eletto una classe dirigente con una età media che si è abbassata sotto i 45 anni.

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