Elezioni: dalla Cia Basilicata un decalogo per i candidati

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Elezioni: dalla Cia Basilicata un decalogo per i candidatiLa Cia della Basilicata ha presentato a Potenza ai candidati alle elezioni per la Circoscrizione Basilicata, in rappresentanza delle principali coalizioni, i dieci obiettivi per collocare il sistema agricolo e le sue imprese nelle dinamiche di sviluppo del Paese e della Basilicata.

All’incontro hanno partecipato: Donato Distefano, presidente della Cia Basilicata, Alberto Giombetti, coordinatore Giunta nazionale Cia, e Vincenzo Netti, della presidenza nazionale Agia-Cia.
In rappresentanza delle coalizioni politiche: Mario Di Dio (Rivoluzione Civile), Ernesto Navazio (Monti), Vincenzo Taddei (Pdl), Antonio Placido (Sel), Vincenzo Folino, Roberto Speranza e Filippo Bbbico (Pd), Giuseppe Galizia (Grande Sud).
“L’agricoltura deve entrare a pieno titolo nel dibattito politico ed istituzionale perché dal nuovo Parlamento e dal nuovo Governo -ha spiegato il presidente della Cia lucana Donato Distefano- ci aspettiamo un pacchetto di provvedimenti in grado di affrontare i problemi dell’agricoltura senza più sottovalutazioni e ritardi, specie per raccogliere la nuova sfida della Pac. L’agricoltura italiana è caratterizzata da una forte perdita di competitività che ha ridotto i redditi delle imprese di oltre il 25 per cento negli ultimi 10 anni e registrato in Basilicata nell’ultimo anno la scomparsa di 1.226 aziende”.
Giombetti ha evidenziato “l’esigenza di una svolta nella politica agroalimentare che contribuisca alla crescita del nostro Paese e alla valorizzazione della qualità del ‘made in Italy’, quale obiettivo prioritario che Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari (che a sua volta comprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop-Agroalimentare), pone all’attenzione di coalizioni, partiti e candidati. Di qui l’idea-proposta di un nuovo ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Agroalimentare con competenze ampliate in termini di produzione industriale e strategie agroindustriali ma anche per favorire forme di accesso al credito semplificato e di riduzione della pressione fiscale (contributiva e costi aziendali)”.
“Poniamo -ha detto il dirigente nazionale Cia- precisi obiettivi: un forte e più efficace impegno in campo europeo, soprattutto in vista della riforma Pac 2014-2020; politiche di rafforzamento dell’impresa e della cooperazione; rilancio della ricerca e dell’innovazione; ricambio generazionale; incentivi al mercato del lavoro; rafforzamento degli strumenti per il credito; maggiore semplificazione burocratica; riduzione dei costi produttivi, contributivi e fiscali; valorizzazione del ‘made in Italy’ e tutela dalla contraffazione e dall’uso improprio dei marchi; gestione razionale e sostenibile del territorio e delle risorse idriche; sviluppo delle agroenergie rinnovabili”.
Vincenzo Netti, della presidenza nazionale Agia-Cia ha illustrato ai candidati memorandum “Costruiamo l’Italia nuova!”.
Terra, credito, agevolazioni fiscali e tutela ambientale: questi gli obiettivi fondamentali a cui guarda il “memorandum” per fare dell’agricoltura un settore appetibile alle nuove generazioni e un motore di sviluppo per l’intera economia del Paese. Si tratta di una proposta politica scandita in dieci passaggi, tanti quanti le misure da adottare per eliminare una ad una le barriere invalicabili che oggi mettono “fuori gioco” tanti aspiranti imprenditori della terra. È quanto afferma l’Associazione dei giovani imprenditori della Cia.
“Per costruire l’Italia nuova” -ha detto Netti- le prioritarie necessità sono: l’istituzione della Banca della terra, un archivio pubblico gestito dall’Ismea che raccolga i terreni demaniali da destinare in modo agevolato ai giovani agricoltori; l’approvazione della legge per la “difesa del suolo e dell’agricoltura dalla cementificazione”; l’assegnazione di risorse adeguate del Psr al ricambio generazionale e l’istituzione di un Tavolo di credito tra Abi e associazioni di giovani imprenditori per lavorare all’istituzione di un Fondo europeo per la garanzia al credito per i giovani.
Ma “l’agenda politica” proposta dai giovani dell’Agia al futuro governo contempla anche un secondo blocco di provvedimenti da varare entro un anno dall’insediamento. Tra queste l’alleggerimento del capitolo fiscale per gli “under 40”, a partire da Irap e Imu. Ma chiedono anche più formazione e il rilancio di ricerca e innovazione, oltre che l’estensione della banda larga a tutte le zone rurali. Oltre che uno snellimento di tempi e costi della burocrazia.
Per Distefano “l’iniziativa è stata un’utile occasione di confronto che per noi dovrebbe svolgersi tutto l’anno e non solo alla vigilia di elezioni”.

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