Elezioni, appello del Cupla alle forze politiche

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Elezioni, appello del Cupla alle forze politicheIl grido d’allarme di pensionati e anziani ‘Siamo chiamati a sopportare carichi insostenibili per il risanamento del Paese’.

Non c’è più tempo: “Occorre aggredire le ragioni profonde dei mali che condizionano il Paese con una politica economica orientata al rigore ed allo sviluppo, ma non bisogna perdere di vista anche la salvaguardia delle fasce di popolazione più deboli. E’ questo l’appello lanciato alle forze politiche, alla vigilia delle elezioni, dal Cupla, Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo al quale aderiscono Associazione pensionati della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Fipac-Confesercenti, 50&Più-Confcommercio, Cna-Pensionati, Anap-Confartigianato, Fnpa-Casartigiani, Snp-Confagricoltura, e Federpensionati Coldiretti.
I pensionati e gli anziani sono chiamati a sopportare sacrifici enormi per il risanamento del Paese, un prezzo che evidenzia forti sperequazioni e carichi assai distanti dalla effettiva capacità contributiva della popolazione. E’ necessario dunque, secondo il Cupla, intervenire con misure realmente orientate alla equità ed alla salvaguardia delle categorie meno abbienti e svantaggiate.
I Pensionati del Cupla chiedono pertanto alle forze politiche misure in grado di tutelare il potere di acquisto delle pensioni -che negli ultimi venti anni ha subito una rilevante perdita, tanto più adesso che l’inflazione è tornata superiore al 3 per cento- attraverso una immediata revisione del paniere Istat per la rivalutazione dei trattamenti pensionistici, l’aggancio delle pensioni al reale costo della vita e alla dinamica salariale, la sostanziale neutralizzazione del drenaggio fiscale così che la pensione lorda e netta aumentino di pari passo.
Riguardo le misure di carattere fiscale, a giudizio del Cupla, è necessario operare una più equa redistribuzione dei carichi a cominciare con la detassazione parziale o totale delle tredicesime, riducendo la pressione fiscale sui redditi fissi, e nel contempo ampliando la No Tax Area per gli anziani.
La reintroduzione dell’Ici (o Imu) sulla prima casa deve essere corretta distinguendo anche in questo caso i possessori della sola casa di abitazione dai multiproprietari, legando l’imposta agli altri redditi posseduti, escludendo i pensionati a basso reddito o non autosufficienti o ricoverati in case di riposo.
In materia di sanità e assistenza le proposte del Cupla richiamano con determinazione l’attenzione del mondo politico sulla necessità di interrompere immediatamente la spirale che c’è stata in quest’ultimo decennio che ha visto man mano sottrarre pezzi di welfare pubblico ai cittadini con un notevole ridimensionamento dello Stato sociale. Occorrono anche qui scelte lungimiranti, che facciano tesoro della preziosa conquista dell’allungamento della vita media e che tengano conto delle modifiche radicali avvenute negli ultimi 50-60 anni nel modello familiare, passato da una famiglia allargata a quella mononucleare con entrambi i coniugi che lavorano fuori casa e che non riescono più ad accudire i figli più piccoli e gli anziani non autosufficienti.

Le proposte del Cupla alle forze politiche:
1. Salvaguardia del potere di acquisto della pensioni, attraverso la revisione del paniere Istat per la rivalutazione dei trattamenti, adattandolo alla peculiarità del pensionato-consumatore; l’aggancio delle pensioni al reale costo della vita e alla dinamica salariale, la neutralizzazione del drenaggio fiscale, consentendo che la pensione lorda e netta aumentino di pari passo.
2. Equità tra categorie attraverso l’eliminazione di tutte le discriminazioni tra lavoro dipendente e lavoro autonomo: assegni familiari, accesso al pensionamento etc.
3. Misure di carattere fiscale: le forze politiche e il futuro Governo devono spendere il massimo impegno per portare a emersione almeno l’80 per cento delle imposte e tasse evase/eluse, valutabili, secondo le ultime stime, attorno ai 160 miliardi di euro. E’ necessario operare una più equa redistribuzione dei carichi a cominciare con la detassazione parziale o totale delle tredicesime, riducendo la pressione fiscale sui redditi fissi, e nel contempo ampliando la “No Tax Area” per gli anziani.
4. IMU sulla prima casa: occorre distinguere tra i possessori della sola casa di abitazione e i multiproprietari e legare l’imposta agli altri redditi posseduti; escludendo i pensionati a basso reddito o non autosufficienti o ricoverati in case di riposo.
5. Servizio sanitario nazionale: si rende necessaria la razionalizzazione della spesa sanitaria basata, se necessario, anche su una revisione del titolo V della Costituzione.
6. In materia socio-assistenziale: occorre il rifinanziamento dei fondi nazionali di carattere sociale (non autosufficienza, politiche sociali, etc.); una completa applicazione della legge 328/2000; la definizione dei Livelli essenziali di assistenza sociale (Liveas); il sostegno alle famiglie che assistono in casa i non autosufficienti.

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