Clima: piano invasi regionale per affrontare emergenza clima, almeno 500 milioni di euro di danni tra siccità e alluvioni

Clima: piano invasi regionale per affrontare emergenza clima, almeno 500 milioni di euro di danni tra siccità e alluvioniLa proposta di Coldiretti Toscana in diretta dagli studi di Antenna 5. Eventi calamitosi sempre più frequenti: piano invasi per affrontare piogge e siccità. Secondo Coldiretti superano i 500 milioni di euro i danni subiti dall’agricoltura tra siccità estiva ed alluvioni nel 2012. Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana: ‘Sistema invasi deve essere una priorità’.

Un piano di invasi per affrontare le sempre più ricorrenti emergenze climatiche. Due le finalità: gestire il periodo delle piogge che hanno provocato negli ultimi anni una sequenza incredibile di alluvioni e allagamenti, e la sempre più frequente siccità estiva.
La proposta è di Coldiretti Toscana (info su www.toscana.coldiretti.it) che in occasione di A-5 Cronaca Magazine in onda questa mattina su Antenna 5 ha rilanciato l’invito alla Regione Toscana di destinare risorse per la realizzazione di una rete di piccoli invasi distribuita su tutto il territorio regionale. “Si tratta – ha spiegato Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana durante il suo intervento in tv – di piccoli invasi che in estate possono essere utilizzati per raccogliere le acque e per favorire l’irrigazione nelle campagne attraverso una rete di canali e fossi, mentre in inverno hanno la funzione di naturali casse di esondazione dove le acque in eccesso confluiscono evitando allagamenti ed inondazioni”.
La proposta della principale organizzazione agricola era arrivata sia all’indomani dell’ultima grande alluvione che ha colpito la Maremma ed in particolare le zone di costa, e l’ultima siccità: i due eventi calamitosi hanno provocato almeno 500 milioni di euro di danni solo nell’ultimo anno (350 milioni sono relativi all’ultima alluvione). “Tra siccità ed alluvione l’agricoltura ne è uscita malconcia – ammette Marcelli – E’ inutile continuare a stanziare risorse per la ricostruzione se ogni anno dobbiamo ricostruire o procedere ad interventi di assestamento. Servono risorse per prevenire la drammatica emergenza con cui ormai siamo tristemente abituati a confrontarci”.
La frequenza delle calamità che si sono abbattute in questi anni in Toscana evidenziano un altro fatto: la fragilità diffusa del territorio in tutte le sue latitudini. “Si è costruito troppo, probabilmente male e senza tenere in considerazione il ciclo storico dei territori – analizza ancora – ci sono dei detti, nelle campagne, che dovrebbero insegnare. Ma anche sono stati dimenticati o volutamente inascoltati. Un fiume, un corso d’acqua prima o poi tornerà nel suo alveo”.

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