Chieti, Vini: Anteprima Montepulciano d'Abruzzo

Vini e Sapori

Chieti, Vini: Anteprima Montepulciano d'AbruzzoOggi, domenica 3 marzo apertura al pubblico dalle ore 10.00 alle ore 19.00: il libro di Adua Villa, la premiazione del concorso fotografico e la degustazione di Gardini.

E’ partita bene la prima edizione di Anteprima Montepulciano d’Abruzzo, in programma da ieri sabato 2 ed oggi domenica 3 marzo nel Centro Espositivo della Camera di Commercio di Chieti, Via F.lli Pomilio.
L’evento, promosso dal Centro Regionale per il Commercio Interno delle Camere di Commercio d’Abruzzo, con la collaborazione della Camera di Commercio di Chieti e dell’Associazione Italiana Sommelier Abruzzo, va a inserirsi negli appuntamenti enologici annuali di rilevanza internazionale, e fin da questa prima edizione, si propone come un’importante occasione di promozione per l’intero settore vinicolo abruzzese.
L’apertura della manifestazione è stata affidata al convegno dal titolo: “Il Ruolo del Montepulciano d’Abruzzo nella viticoltura italiana ed internazionale”. Dopo i saluti di Silvio Di Lorenzo Presidente Centro Regionale Commercio Interno Camere di Commercio d’Abruzzo e dell’Ente camerale teatino, Gaudenzio D’Angelo, Presidente Associazione Italiana Sommelier Abruzzo, Mauro Febbo, Assessore Politiche Agricole della Regione Abruzzo e di Fabrizio Montepara, Vice Presidente Associazione nazionale Città del Vino, si è entrati direttamente nel vivo dell’incontro, moderato da Paolo Mastri, responsabile della redazione pescarese de Il Messaggero.
Raoul Salama, Direttore della rivista Revue du Vin de France e giornalista de Le Monde, ha aperto il dibattito puntando l’attenzione sull’estremo dinamismo della Regione Abruzzo e su come il Montepulciano d’Abruzzo proponga un eccellente rapporto qualità/prezzo che può fare la differenza sui mercati esteri, dove attualmente il prodotto non è largamente conosciuto.
Ireneo Tucci, importatore tedesco della GEISEL, ha invece voluto sottolineare come il Montepulciano d’Abruzzo debba puntare sulla qualità, facendo riferimento ai grandi vini italiani che in questo hanno fatto scuola, quali il Brunello ed il Nebbiolo, lasciando da parte la mentalità della vendita dello sfuso.
Alessandro Nicodemi, Presidente Consorzio Tutela Colline Teramane DOCG, nel suo intervento ha portato il punto di vista dei produttori, che scontano in qualche modo un mancato riconoscimento d’identità tra Montepulciano d’Abruzzo e la regione stessa. Una problematica forse legata alla denominazione stessa, che abbraccia l’intero territorio abruzzese, con una inevitabile massificazione del prodotto. Con l’introduzione della DOCG, e grazie alle nuove generazioni di produttori, si sta comunque registrando una controtendenza, puntando sulla valorizzazione del Montepulciano d’Abruzzo attraverso le peculiarità delle diverse aree vinicole della regione.
L’enologo Riccardo Brighigna ha invece evidenziato come il consumatore oggi premi la riconoscibilità di un vino e del suo territorio di appartenenza, ricordando sempre come il mercato estero punisca duramente i difetti di un prodotto e di come la qualità sia l’imperativo su cui lavorare.
Nicola Dragani, Presidente dell’Assoenologi Abruzzo ha invece esortato a guardare avanti, senza rimanere ancorati al passato quando si è, forse, peccato di superficialità non attuando i controlli sulla produzione vinicola. Oggi fortunatamente questi controlli ci sono e si deve puntare sul Montepulciano d’Abruzzo come traino per l’intero comparto enologico abruzzese.
Remo De Luca, in rappresentanza delle organizzazioni agricole della regione Abruzzo, ha quindi evidenziato come cercare e proporre le peculiarità del territorio sia una sfida per tutti gli abruzzesi, che devono comunicare la preziosità di questa regione anche attraverso una produzione enogastronomica davvero unica. De Luca ha anche voluto sottolineare come le aziende vivano oggi un momento difficile, facendo grandi sforzi per adempiere alla burocrazia, sottraendo risorse alla produzione in senso stretto.
Infine Luciano Ferraro, capo redazione Cronache Italiane del Corriere della Sera, ha ricordato come il Montepulciano d’Abruzzo possa vantare un grande patrimonio storico e culturale e che proprio questo aspetto può essere la carta vincente sui mercati esteri, dove il vino deve saper dare una vera “suggestione culturale” al consumatore finale. E su questo punto gli ha fatto eco Luca Gardini, sommelier campione del Mondo 2010, ricordando che il vino va raccontato con semplicità perchè il vino è, soprattutto, emozione.
In conclusione di mattinata, l’AIS Abruzzo ha voluto premiare Ireneo Tucci come miglior sommelier dell’anno, grazie al suo impegno per la promozione del Montepulciano d’Abruzzo profuso per oltre 30 anni in Germania.
Se nel convegno si sono affrontate le tematiche legate all’attualità e al futuro del vino abruzzese, grandi emozioni sono arrivate con la degustazione dei vini che hanno ripercorso i “50 anni di Montepulciano d’Abruzzo”. Affiancato da Adua Villa, Luca Gardini, con suo stile eclettico, al tempo stesso divertente e professionale, ha incantato la platea composta prevalentemente da giornalisti importatori, e sommelier, ha raccontato come “il vino abruzzese anche in annate considerate non straordinarie riesce a mostrare sempre grande piacevolezza e sorprendente longevità anche migliore dei grandi vini italiani più celebrati, grazie alla nobiltà del vitigno e del territorio e al lavoro attento e scrupoloso dei vignaioli abruzzesi”.
Una storia raccontata anche attraverso alcune bottiglie introvabili che le cantine hanno messo a disposizione, come nel caso di Valentini 1968, di Emidio Pepe 1977 e di Don Bosco 1982 Bosco Nestore, tre vini che nella diversità di zona di produzione hanno dimostrato una capacità di evoluzione incredibilmente positiva, regalando nel bicchiere colori ancora brillanti, profumi complessi e un gusto verace, suadente e avvolgente.
Gli altri tre vini della degustazione hanno invece rappresentato quella che può essere definita la seconda fase dell’enologia regionale che ha segnato l’ingresso dell’Abruzzo non solo nel novero delle regioni emergenti, ma addirittura in grado di imporsi nei grandi concorsi internazionali e nella considerazione della critica e del mercato internazionale: la fase che ha saputo applicare al binomio vitigno-territorio le nuove tecniche il che non significa modernità ma semplicemente l’unione delle conoscenze alla consapevolezza di poter competere alla pari, come nel caso del Villa Gemma 1995 Masciarelli (che alla sua uscita conquistò il premio “vino rosso dell’anno per il Gambero Rosso), il Neromoro 2008 Riserva Colline Teramane Docg Nicodemi (tra le prime ad applicare un nuovo metodo di coltivazione con uno speciale adattamento della classica pergola o tendone abruzzese) e come l’ultimo nato, il Cagiolo 2012 Cantina Tollo che ha sorpreso per le sue caratteristiche di fruttuosità e di fragrante irruenza che il Montepulciano d’Abruzzo sa regalare in gioventù.
Assente Francesco Valentini, Luca Gardini non ha voluto mancare di raccogliere dalla viva voce dei produttori presenti in sala un breve saluto da Emidio Pepe a Stefania Bosco, da Marina Cvetic Masciarelli ad Alessandro Nicodemi, fino a Riccardo Brighigna enologo di Cantina Tollo.
Il programma di oggi prevede la presentazione del libro “Una Sommelier per Amica” di Adua Villa (ore 12), la premiazione del concorso fotografico (ore 15) e la degustazione “Non solo Montepulciano” guidata da Luca Gardini (ore 16).

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