Bilancio annata 2012 per il contoterzismo agrario bergamasco

Bilancio annata 2012 per il contoterzismo agrario bergamascoUn 2012 difficile per il comparto agromeccanico bergamasco. Bolis (presidente): ‘Un fatturato di quasi 90 milioni, ma segnato dall’aggravarsi dei costi’.

ABIA-Confai, l'associazione bergamasca dei contoterzisti agrari, ha reso note le proprie valutazioni sull'andamento dell'annata 2012 per il comparto agromeccanico, evidenziando una situazione con luci ed ombre.
"Per un verso registriamo una sostanziale tenuta dei fatturati delle aziende agromeccaniche bergamasche – osserva il presidente di ABIA-Confai, Leonardo Bolis -, che complessivamente realizzano un volume d'affari stimato in quasi 90 milioni di euro, comprensivo dei servizi offerti sia dalle aziende agromeccaniche professionali dedite esclusivamente all'attività in conto terzi, sia di quelle operanti nelle forme dell'attività secondaria e connessa". Con l'espressione 'attività connessa', lo ricordiamo, si intendono le attività svolte da imprese agricole che integrano il proprio reddito erogando una serie di servizi svolti con le attrezzature dell'azienda agricola, tra le quali rientra l'attività agromeccanica.
"D'altro canto – continua Bolis -, come abbiamo già avuto modo di osservare, il 2012 è stato caratterizzato dall'aggravarsi di numerose voci di costo aziendale, a partire da quella relativa al consumo di gasolio agricolo. Quest'ultimo ha infatti registrato negli ultimi due anni un incremento superiore al 40%".
Quali le previsioni per il nuovo anno? "L'intero settore primario dovrà seguire con attenzione l'esito della discussione sulla nuova Pac – sottolinea Enzo Cattaneo, direttore di ABIA-Confai -: il primo semestre 2013, infatti, sarà verosimilmente cruciale per il delinearsi delle nuove norme della politica agricola comune che dovrebbero entrare in vigore a partire da gennaio 2014, salvo proroghe del regime attualmente in corso".
Sulla nuova strategia comunitaria per il settore agricolo ABIA-Confai ha da tempo avanzato proposte a tutti i livelli istituzionali. "L'auspicio – afferma Cattaneo – è che nella prossima programmazione comunitaria anche le imprese agromeccaniche possano accedere alle risorse dello sviluppo rurale al pari delle altre aziende operanti in agricoltura: ciò consentirebbe, tra l'altro, di incrementare il tasso di investimento del settore in macchine agricole innovative, più efficienti e atte a supportare al meglio le esigenze di un'agricoltura che sia al tempo stesso produttiva ed eco-sostenibile".

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