Il paradosso del Vetiver nella bioingegneria ambientale
Il paradosso del Vetiver nella bioingegneria ambientale Si fa un gran parlare, negli ultimi tempi, del vetiver (Vetiveria zizanioides), una graminacea perenne originaria dellโIndia. Nellโambito della sostenibilitร ambientale, si sta facendo ricorso a questa graminacea per risolvere il problema della fragilitร del territorio, in particolari degli argini e delle zone a rischio. Questo per via …
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Il paradosso del Vetiver nella bioingegneria ambientale
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Precisazioni del Dr. Marco FortiBuongiorno, mi sia permessa una replica al vostro articolo, molto corretto e puntuale nell’illustrare la tecnologia in oggetto. Sono Marco Forti, ideatore della Rete Italiana del Vetiver, organizzazione nata su esplicita autorizzazione del Vetiver international Network, da circa venti anni allevo con soddisfazione il vetiver e posso affermare che, in Italia, nessuno conosce questa pianta bene quanto me anche sotto il profilo pratico-manuale.Nel merito: l’affermazione che il vetiver sia tra le piante piรน infestanti non รจ corretta, la denominazione stessa, Chrisopogon zizanioides indica una semplice somiglianza ( desinenza ‘oides) con la piรน nota zizzania di biblica memoria, non la identifica affatto con la stessa;ย la pianta del vetiver รจ autoctona in ogni continente con piรน nomi e piรน varietร , il fatto che non lo sia in Europa o in Medio Oriente, a mio avviso, รจ dovuto alla sua estinzione. La pianta รจ infatti palatabile ai ruminanti ed il suo gusto fresco la rende appetibile soprattutto allo stadio giovanile; le varietร disseminanti inoltre, hanno una bassa germinabilitร del seme. Questi fattori a mio avviso, uniti ad una pressione eccessiva di pascolamento, ne hanno determinato in tempi remoti l’estinzione. Le varietร utilizzate per l’ingegneria ambientale invece, sono state selezionate naturalmente da un pool di esperti australiani e tailandesi negli anni ’80 tra le varietร meno germinanti o fiorenti e si sono ottenuti due principali ceppi oggi utilizzati: la varietร “Sunshine” e la varietร “Monto. La prima รจ stata studiata dall’USDA, dipartimento statunitense dell’agricoltura e la loro relazione รจ qui visibile http://www.vetiver.org/USA-USDA-NRCS_Sunshine.pdf . Si legga come il potenziale infestante รจ giudicato “irrisorio”. La varietร da noi utilizzata per il nostro progetto “Open Source” di diffusione presso gli enti locali per la autoproduzione e la cura del dissesto, รจ la seconda varietร , la var. Monto; la differenza tra le due รจ sostanzialmente che la prima fiorisce, la seconda no, affatto.In ogni caso NON esiste un seme di vetiver, la pianta รจ riprodotta per divisione vegetativa e non puรฒ essere seminata. Questo dato costituisce al contempo la sicurezza ecosistemica e la dannazione del metodo perchรจ impone costi di manodopera che devono essere incontrati per il suo utilizzo. La nostra opera di ricerca ventennale รจ stata infatti rivolta anche alla ottimizzazione delle pratiche colturali ed all’abbattimento dei costi connessi, proprio per generare una economia di scala che faccia preferire il vetiver al cemento. Giร i loro costi comparati sono di un quinto e la durata delle opere non incontra i limiti delle strutture rigide, vogliamo arrivare ancora piรน in la.In buona sostanza, non esistono potenziali infestanti connessi anche per la particolare fisiologia della pianta: la radice รจ sottilissima e verticale e raggiunge profonditร che non hanno paragoni con le altre piante, la sua alimentazione dunque รจ oggettivamente lontana dal poter interferire con altre essenze, uno dei suoi limiti รจ l’ombreggiamento, se viene coperta da, per esempio, un cespo di rovi, la pianta morirร . ร dimostrato quindi che data la sterilitร , data la passivitร e la diversa alimentazione, il vetiver non รจ infestante in nessun modo ed il suo utilizzo รจ economico rispetto ad altri metodi ed รจ in grado, se impiegata dagli enti locali “in proprio” di generare migliaia di posti di lavoro.Vi invito a leggere qui sul nostro sito : http://www.vetiveritalia.it/come-funziona/ย alcuni approfondimenti utili a meglio capire la nostra opera. Vi ringrazio dell’attenzione — Marco Forti B.A. visual and performing arts C.Sturt University NSW Australia LA RETE ITALIANA DEL VETIVER Coordinatore Nazionale Senior Technical Consultant VETIVER ITALIA Diario della coltivazione Journal on the land TWITTER: @VetiverItalia
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