Contratture muscolari: un disturbo fastidioso da prevenire e curare anche con rimedi naturali

La contrattura muscolare è un disturbo consistente in una contrazione anomala, persistente e dolorosa che si instaura a carico di una o più fibre muscolari. Il muscolo coinvolto presenta una certa rigidità (ipertonia) che si manifesta con la difficoltà a muovere correttamente l’arto colpito, data la ridotta elasticità.

Le origini della contrattura muscolare

Secondo la medicina cinese, la contrattura sarebbe la conseguenza di un ristagno di energia che, non essendo utilizzata per un’attività muscolare, tende ad accumularsi ed a provocare crisi dolorose.
Generalmente dipende da malattie del sistema nervoso centrale oppure autonomo che sono i responsabili dell’attività dei muscoli; ma può derivare anche da processi infiammatori a carico dei visceri.
La caratteristica comune a tutti i tipi di contrattura è rappresentata dal dolore, più o meno intenso, che si accompagna ad essa; si tratta di una sensazione estremamente sgradevole in quanto spesso molto duratura e causa di una specie di paralisi funzionale.
Il muscolo infatti assume un aspetto rigidissimo ed ipertonico, non si osserva alcun tipo di attività motoria ed al tatto si presenta molto duro.
Spesso il termine contrattura viene utilizzato per indicare l’aumento esagerato del tono delle fibre scheletriche, appartenenti al genere della muscolatura volontaria, che sono quelle preposte ai movimenti dipendenti dalla volontà dell’individuo; al contrario nelle fibre lisce, appartenenti alla muscolatura involontaria, responsabili di movimenti involontari (ad esempio viscerali), si parla di spasticità.
Nella maggior parte dei casi, il protrarsi di questo fenomeno per lungo tempo, può determinare l’instaurarsi di processi degenerativi come la fibrosi muscolare, che diventano più difficili da curare.
Questo disturbo è comunque il meno grave nell’ambito delle lesioni muscolari, in quanto non determina mai alterazioni anatomiche alle fibre stesse; quello che si verifica è quindi soltanto un’ipertonia permanente.

Differenti tipi di contratture

Si distinguono quattro tipologie di contratture differenti:

  • Contrattura antalgica, si verifica quando ci si trova di fronte a fratture ossee, fenomeni di artrosi oppure ad episodi acuti di artrite; in tali condizioni le fibre muscolari collegate alle ossa ammalate reagiscono immobilizzandosi in seguito al dolore.
  • Contrattura difensiva, quando sussistono dei processi infiammatori a carico dei visceri che provocano un’infiammazione del peritoneo (la membrana che li avvolge completamente), le fibre muscolari entrano in contrattura per evitare che il dolore già presente possa aumentare. Tale attività difensiva si può instaurare anche in caso di movimenti indesiderati ed inopportuni, che potrebbero determinare un’accentuazione di sensazioni dolorose pre-esistenti.
  • Contrattura antagonista, si tratta di un processo a carico di gruppi di fibre antagoniste (il cui lavoro si contrappone a quello delle fibre agoniste) di muscoli paralizzati, allo scopo di favorirne il rilassamento ed il ripristino della condizione di normalità.
  • Contrattura spastica, è quella che si realizza a livello delle fibre scheletriche della muscolatura volontaria, che sono controllate dal sistema nervoso centrale.

Sintomi della contrattura muscolare

La persona colpita da questo disturbo avverte una sensazione dolorosa, di differente intensità nella zona muscolare interessata: l’ipertonia causa un’evidente mancanza di elasticità del muscolo durante i movimenti.
Alla palpazione si percepisce un netto aumento del tono (ipertonia).
Il dolore tende a localizzarsi soprattutto in alcune aree, i trigger point.
Quando il soggetto incomincia a percepire la sensazione dolorosa deve immediatamente sospendere qualsiasi attività muscolare, per scongiurare pericolose conseguenze.

Tale sintomatologia può essere prevenuta con diverse modalità, e cioè:

  • riscaldare sempre il muscolo prima di ogni attività che lo coinvolge;
  • essere in buone condizioni fisiche;
  • mantenere i muscoli al caldo;
  • utilizzare prodotti specifici (come unguenti o pomate) per favorire e potenziare il riscaldamento;
  • rispettare i tempi di recupero funzionale;
  • correggere eventuali squilibri osteo-articolari.

Contratture muscolari: le cause

Questo fenomeno ha, nella maggior parte dei casi, una base difensiva, e si verifica quando subentrano delle sollecitazioni eccessive ed incontrollate a carico dell’apparato muscolare che viene stimolato oltre alla soglia fisiologica; l’abnorme attivazione innesca di conseguenza dei meccanismi compensatori che portano ad una contrazione anomala.
Le cause coinvolte sono numerose, e precisamente:

  • mancato riscaldamento delle fibre prima di effettuare un qualsiasi genere di lavoro muscolare, un muscolo freddo infatti può facilmente incorrere in questo disturbo;
  • preparazione fisica non idonea per una successiva attività muscolare, la mancanza di allenamento è proprio uno dei principali fattori predisponenti alla contrattura;
  • movimenti troppo bruschi, troppo violenti, e, in generale, eccessive sollecitazioni;
  • problematiche a carico delle articolazioni (che sono le strutture dove si ancorano le fibre muscolari);
  • squilibri posturali, mancanza di coordinazione motoria ed anomalie dell’equilibrio rappresentano altrettanti fattori che possono innescare una contrattura.

Rimedi per la contrattura muscolare

Per guarire da questo disturbo è indispensabile che le fibre muscolari riprendano il loro assetto normale, ovvero che si rilassino e che vengano irrorate con un corretto apporto sanguigno.
Vi sono vari rimedi per favorire la soluzione del problema, e precisamente:

  • riposo assoluto del muscolo per almeno una settimana o comunque per tutto il tempo necessario a fare sì che scompaiano i sintomi, infatti è assolutamente controindicato, oltre che doloroso, continuare ad usare un muscolo contratturato;
  • moderata attività aerobica e mirata, sotto la guida di uno specialista del settore;
  • esercizi di stretching finalizzati a distendere le fibre contratte;
  • massaggi decontratturanti per diminuire l’ipertonia;
  • utilizzo di pomate a base di principi attivi miorilassanti;
  • assunzione orale di farmaci antinfiammatori (FANS), sotto controllo medico;
  • shiatsu, che non implica una manipolazione delle parti interessate al dolore, ma unicamente una digitopressione;
  • eventuali terapie fisiche;
  • rimedi naturali per le contratture muscolari;
  • immersione in acque termali.

Un aiuto dalla piante: rimedi erboristici

Esistono molte piante contenenti principi attivi con spiccata azione fitoterapica, che possono essere utilizzati con successo per alleviare i sintomi delle contratture muscolari.

La lavanda: sotto forma di olio essenziale, dal gradevole aroma, la lavanda può essere usata per massaggi decontratturanti; dopo aver scaldato il prodotto se ne versano alcune gocce sulla parte dolorante e si procede compiendo dei movimenti rotatori sempre più ampi, fino ad interessare tutta la zona contratta, che successivamente andrà ricoperta con un panno.

L’arnica: si tratta di un rimedio dalle comprovate azioni antinfiammatorie, antireumatiche, antiflogistiche, e soprattutto antidolorifiche, utilizzato con successo anche dagli sportivi. È necessario versare poche gocce del suo olio essenziale e poi procedere al massaggio, che deve essere delicato e non troppo pressorio.

La canfora: questa sostanza, dall’aspetto simile a quello della cera, estremamente aromatica, può essere applicata sotto forma di olio canforato, dotato di intense proprietà analgesiche e decontratturanti, ed il cui effetto si apprezza già dopo poco tempo.

Il pino mugo: è un arbusto da cui si estrae un principio attivo con intensa azione antinfiammatoria ed antidolorifica, molto efficace per contrastare i dolori di natura articolare e muscolare, come contratture, strappi e contusioni.

L’argilla: in questo caso la polvere di argilla può essere impiegata, dopo diluizione in acqua, per ottenere una pasta abbastanza compatta da applicare, sotto forma di compresse calde, sulla zona dolorante; le sue proprietà antinfiammatorie unite al calore alleviano efficacemente la sintomatologia.

Lo zenzero: questo tubero, dalle multiformi proprietà terapeutiche, può essere usato anche in casi di contratture per la sua capacità di potenziare la produzione di calore endogeno, che, una volta liberato, facilita il rilassamento delle fibre muscolari, stimolando contemporaneamente l’ossigenazione dei tessuti. Si possono preparare degli impacchi dopo aver grattugiato 100 grammi di radice ed averla versata in una pentola d’acqua calda. Alternativamente è possibile usare il suo olio essenziale.

Quando il freddo aiuta: la crioterapia

Meglio conosciuta col nome di terapia del freddo, questa pratica viene frequentemente utilizzata in caso di contrattura, in quanto il contatto col freddo (fino a 170 gradi sotto zero) determina il rilassamento delle fibre muscolari e attenua il dolore ad essa collegato.
Il freddo può essere applicato mediante differenti metodologie, ma in ogni caso la sua azione antinfiammatoria ed analgesica avviene quasi istantaneamente, ed anche i tempi di recupero della funzionalità muscolare sono decisamente più contenuti.
Una possibilità è quella della crioterapia gassosa, che sfrutta un potente getto d’aria a bassa temperatura, applicato per circa dieci minuti a livello della zona interessata.
Altra variabile è quella della crioterapia ad immersione, che consiste nell’immersione della parte lesa in vasche contenenti acqua e ghiaccio, allo scopo di ridurre il dolore e l’ipertonia muscolare.
I crioultrasuoni consistono in una metodica che utilizza il freddo insieme agli ultrasuoni, molto efficace, ma non immediatamente; infatti sono necessarie almeno dieci sedute per ottenere un risultato apprezzabile.

crioterapia cervicale

Il calore è sempre un alleato

La fitobalneoterapia è una pratica terapeutica che sfrutta l’azione benefica del calore (acqua calda contenuta nella vasca) unitamente a quella delle piante in essa immerse.
In tal modo il calore esercita una vasodilatazione periferica che facilita l’assorbimento dei principi attivi fitoterapici; particolarmente efficace nei casi di contratture muscolari, forme artrosiche, infiammazioni articolari, la fitobalneoterapia viene consigliata anche come terapia di mantenimento dopo la risoluzione di episodi acuti.
Le sue principali applicazioni sono:

  • contratture muscolari;
  • strappi muscolari;
  • forme artrosiche ed artritiche;
  • spondiloartrite;
  • sindrome del tunnel carpale;
  • reumatismi;
  • infiammazioni post-traumatiche;
  • rigidità articolari.

In generale, le acque termali sono un alleato contro i dolori: l’immersione nelle acque termali è particolarmente efficace per lenire i dolori che riguardano l’apparato muscolare, osseo e articolare. L’acqua termale, grazie alle sue particolari caratteristiche di composizione e di temperatura, riesce a rilassare la muscolatura e a ridurre la componente dolorosa di un problema articolare e/o muscolare, permettendo quindi la ripresa dei movimenti prima preclusi.

L’aumento della temperatura sia locale che dell’intero organismo riduce l’eccitabilità dei nervi preposti alla trasmissione del dolore e induce la produzione di endorfine che hanno una dimostrata azione analgesica.
L ‘effetto sinergico finale è una riduzione del dolore.

Fitobalneoterapia

Nelle mani di un professionista: la massoterapia

Il massaggio decontratturante è una pratica molto diffusa per allentare l’ipertonia muscolare ed il dolore, sintomi tipici della contrattura muscolare.
Questo trattamento svolge principalmente un compito terapeutico, ma può essere impiegato con successo anche come prevenzione.
Di solito il massaggio è localizzato alla zona contratta e dolorante, e consiste in manovre di sfregamento e pressione mirati allo scioglimento delle fibre muscolari ed al miglioramento della circolazione sanguigna.
Spesso vengono applicati oli essenziali, creme oppure unguenti ad azione antinfiammatoria e decontratturante.
È assolutamente consigliabile rivolgersi a personale qualificato ed esperto in questa disciplina e non affidarsi a chiunque per la massoterapia: infatti, se non correttamente eseguito, il massaggio può rivelarsi controproducente e causare danni ingenti che possono peggiorare di molto la contrattura.
Le fibre muscolari, infatti, se non vengono trattate in maniera adeguata, reagiscono accentuando pericolosamente la sintomatologia dolorosa.