Natale: 14 milioni di "stelle" nelle case degli italiani. Tre famiglie su 5 non rinunciano alla pianta simbolo delle feste

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Secondo le stime della Cia, non c’è crisi per le stelle di Natale, con le vendite che si manterranno in linea con l’anno scorso, complici i prezzi bassi e stabili rispetto al 2011. Ma bisogna scegliere il ‘made in Italy’, per aiutare un comparto d’eccellenza oggi strangolato dai costi energetici. L’austerity si abbatte invece sull’albero: crollano gli acquisti dal vivaio (-15%), aumentano gli abeti ‘finti’ e ‘riciclati’.

Da oggi parte la "caccia" alle stelle di Natale. Perché se diminuiscono gli addobbi nelle case degli italiani per colpa della crisi e sempre più famiglie decidono di "riciclare" l'albero dell'anno prima, la pianta simbolo delle feste non passa mai di moda. Complici i prezzi inalterati dal 2011, le vendite delle stelle di Natale si preannunciano stabili con oltre 14 milioni di esemplari che coloreranno le case e gli uffici degli italiani. E' quanto stima la Cia-Confederazione italiana agricoltori, alla vigilia dell'8 dicembre.
Nel giorno che dà il via ufficiale agli "allestimenti" natalizi in salotto e nelle piazze, anche le stelle di Natale tornano protagoniste e si moltiplicano le richieste nei vivai e nei garden center, nei mercatini e sulle strade. Ben tre famiglie su cinque quindi -sottolinea la Cia- compreranno almeno una piantina, da mettere dentro casa o regalare. Scegliendo tra le "mini" (diametro 10) con un prezzo al dettaglio compreso tra i 2 e i 3 euro; le piccole (diametro 14) con un prezzo tra i 4,50 e i 5,75 euro; le medie (diametro 16) tra gli 8,50 e 9,90 euro; le grandi (diametro 24) che partono dai 13 euro fino ad arrivare a 20 euro.
L'importante, però, al momento dell'acquisto è scegliere piante "made in Italy". Solo così si aiuta un comparto che in Italia conta centinaia di imprese e dà lavoro a migliaia di addetti -osserva la Cia- ma che, mai come quest'anno, sta pagando sulla sua pelle il "caro-gasolio" con costi di produzione raddoppiati per il riscaldamento delle serre.
Ma domani è anche il giorno "dedicato" all'albero di Natale. E se anche nel 2012 la metà delle famiglie non rinuncerà a questa tradizione -ricorda la Cia- saranno sempre di più coloro che tireranno fuori dalla soffitta l'abete di plastica dell'anno prima: meno romantico, ancor meno ecologico e soprattutto quasi mai italiano, visto che in più di 8 casi su 10 è "made in China". Eppure sostituirà nel 50 per cento dei casi l'albero "vero", per il quale si prevede quest'anno un calo degli acquisti del 15 per cento.
Ma a ricordarci i tempi di crisi -aggiunge la Cia- saranno soprattutto le dimensioni degli alberi naturali, che quest'anno perderanno almeno una taglia in 4 casi su 5. Senza contare che ben l'82 per cento delle famiglie si orienterà su esemplari ultra economici, spendendo in media tra i 20 e i 50 euro per i "naturali" e tra i 10 e i 35 euro per i sintetici. Mentre a concedersi il lusso di superare i due metri di altezza per l'albero di Natale saranno solo il 6 per cento degli italiani, che arriveranno a destinare tra i 200 e i 250 euro per quelli di plastica e più di 300 euro per quelli veri.

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