L'inverno arriva in anticipo nelle campagne di Vercelli e Biella

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L'inverno arriva in anticipo nelle campagne di Vercelli e Biella Preoccupano i costi di produzione. E anche a casa ci si scalda ‘a legna’…

VERCELLI/BIELLA, 6 dicembre – Dopo un inizio autunno tra i più "caldi" (meteorologicamente parlando) degli ultimi 200 anni, il clima si fa beffa delle attese e lascia spazio ad un inverno anticipato che gela i campi e fa precipitare sottozero la colonnina di mercurio.
Tutto in pochi giorni: "Chi sta effettuando lavorazioni in campo si è trovato con una brutta sorpresa – dicono Paolo Dellarole e Domenico Pautasso, presidente e direttore di Coldiretti Vercelli – quella di un forte sbalzo termico fino a dieci gradi, con la possibilità di gelate estese a bassa quota o di nevicate nei giorni immediatamente prossimi".
Per le coltivazioni è dunque allarme gelo nelle campagne di Vercelli e Biella dove in pericolo ci sono soprattutto le verdure e gli ortaggi.
Se il periodo di gran freddo si prolungherà con nevicate e gelate andranno perse – puntualizza la Coldiretti interprovinciale – le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, radicchio e broccoli. Nessun pericolo invece per i prodotti già raccolti da tempo come mele, pere e kiwi che sono peraltro un ottimo alleato per affrontare il grande freddo.
Brutte notizie anche per chi coltiva sotto serra: l'aumento dei prezzi del carburante proseguito nei mesi scorsi pesa in modo netto sui bilanci delle aziende e i costi per riscaldare le serre sono divenuti proibitivi: un inverno freddo e prolungato potrebbe dunque generare effetti disastrosi per la sopravvivenza delle imprese ortoflorovivaistiche delle due province.
Ma il "caro gasolio" grava anche sulle tasche delle famiglie, che riscoprono – quando possibile – il riscaldamento "a legna" riaccendendo stufe e camini, non solo nei paesi montani di Valsesia e Biellese ma anche nei borghi della "Bassa".
Già i primi sette mesi del 2012, come conferma l'Istat, sono aumentate in modo netto le importazioni di legna da ardere, con un aumento decennale addirittura del 26%.
La tendenza a scaldarsi "a legna" è più marcata, come detto, nelle aree montane che possono contare su una maggior facilità di approvvigionamento dai vicini boschi: in pianura e in città, invece, è più frequente il ricorso alle stufe a pellets, un comparto dove l'industria italiana soddisfa oltre il 90% delle domanda sul mercato interno mentre destina quasi un terzo della produzione nazionale alle esportazioni.
"Con l'arrivo delle gelate – concludono Dellarole e Pautasso – termina un anno con un andamento climatico segnato da eventi estremi che hanno provocato all'agricoltura italiana danni superiori ai 3 miliardi di euro, con neve e ghiaccio che hanno bloccato l'Italia durante l'inverno, caldo e siccità estivi che hanno bruciato i raccolti, da nubifragi autunnali che hanno danneggiato o distrutto colture anche nelle nostre due province".

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