Intervista su ItaliaFruit: l’ortofrutta e la certificazione

Intervista su ItaliaFruit: l’ortofrutta e la certificazione

Intervista su ItaliaFruit: l’ortofrutta e la certificazione
ItaliaFruit, network per l’ortofrutta, inizia l’anno con una serie di interviste “botta & risposta”. Tra queste c’è anche quella con Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB, che traccia un bilancio positivo per il biologico e per la nostra azienda anche in materia di certificazioni sulla sostenibilità ambientale. …

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Intervista su ItaliaFruit: l’ortofrutta e la certificazione

ItaliaFruit, network per l’ortofrutta, inizia l’anno con una serie di interviste “botta & risposta”. Tra queste c’è anche quella con Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB, che traccia un bilancio positivo per il biologico e per la nostra azienda anche in materia di certificazioni sulla sostenibilità ambientale.

banner cassette mercatoEcco un brano dell’intervista che potete leggere integralmente qui.

PIVA: Come ente di certificazione e controllo il nostro punto di forza sta nel seguire importanti gruppi commerciali che veicolano gran parte dell’ortofrutta bio nazionale. Per dare un’idea possiamo contare all’incirca:
– 450 aziende ortofrutticole biologiche;
– 4.500 ettari coltivati a ortofrutta con metodo biologico;
– 590 ispezioni annuali di controllo alle aziende ortofrutticole.
Possiamo quindi essere soddisfatti: sono tutti dati positivi, che mostrano il successo economico e industriale del settore e si accompagnano con un’affermazione culturale. Frutta e verdura sono tra i fiori all’occhiello del biologico che ben rappresentano l’attenzione dei consumatori e del mercato verso la qualità e la salubrità dei prodotti, le garanzie sulla provenienza e il processo produttivo, il rispetto per l’ambiente e la natura.

PIVA: Grazie alle informazioni ottenute [con la certificazione ambientale come EPD o altre], un’azienda è più facilmente in grado di tutelare l’ambiente e la biodiversità, ridurre le emissioni inquinanti, utilizzare energie prodotte da fonti rinnovabili, acquisire abitudini a basso impatto ambientale. E può soprattutto comunicare al mercato e ai consumatori l’efficacia di questo tipo di politiche e impegni ambientale. Non può che esser questo il futuro delle filiere agroalimentari, e quindi ortofrutticole, un futuro dove la sostenibilità e la tracciabilità non sono più solo bei concetti ma strategie e numeri calcolabili e confrontabili, e finalmente comprensibili e comunicabili agevolmente

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