Protesi dentali: quando ricorrere a questa soluzione

Le protesi dentali vengono utilizzate per rimpiazzare i denti mancanti. Si tratta di uno dei metodi che aiutano a recuperare una corretta funzionalità del cavo orale e che conferiscono un buon aspetto esteriore al paziente.

Oltre alle protesi esistono altri metodi per recuperare la corretta funzionalità dei denti: tra essi figurano gli impianti e i ponti. La scelta dipende sempre dalle condizioni del paziente, e deve essere fatta da uno specialista in grado di valutarle al meglio. Prima di inserire una protesi o un altro tipo di supporto è bene informarsi riguardo a tutti gli aspetti, anche quello economico.

Parliamo di interventi che richiedono una precisione e professionalità non indifferenti, per questo motivo sempre più persone chiedono informazioni sulle protesi dentali in Croazia.

Ma le protesi dentali possono essere di diverso tipo, anche rispetto ai materiali che vengono utilizzati per la sua costruzione. Cerchiamo di capirne di più in questo articolo.

Protesi fissa: com’è fatta e quanto dura

La protesi dentale fissa è quella che permette sia di recuperare correttamente l’utilizzo di denti  danneggiati che di sostituire quelli mancanti, con un occhio di riguardo al lato estetico.

Essa è fatta da materiali molto resistenti e, una volta che è stata applicata dal dentista, viene cementata con l’utilizzo di impianti o altri strumenti.

Per le protesi dentali l’elemento più utilizzato come rivestimento esterno è la ceramica: in primis perché si tratta di un materiale altamente resistente, e poi perché rappresenta una soluzione che rende la protesi molto simile ai denti naturali.

Quando si innesta una protesi bisogna fare molta attenzione ai materiali e agli elementi che vengono apposti.

La durata delle protesi dipende infatti dalla “longevità” dei pilastri che vengono utilizzati, dalla resistenza dei materiali e anche dall’igiene orale. Non si può sottovalutare l’aspetto della buona manutenzione: le protesi dentali hanno bisogno di periodiche visite di controllo e di giuste valutazioni da parte dello specialista. Egli è l’unico in grado di fare le corrette considerazioni per quanto riguarda l’utilizzo dei materiali e i fattori di rischio, che possono variare di paziente in paziente.

Grazie ad una stima di tipo scientifico si è giunti alla conclusione che in circa l’80% dei casi una protesi può arrivare ad una durata di 10 anni, se si seguono i giusti accorgimenti.

La struttura e i materiali utilizzati per una protesi

Cerchiamo di capire ancora più nello specifico com’è strutturata una protesi.

Per prima cosa dobbiamo dire che esistono diversi tipi di protesi fissa: il più comune tra essi è il ponte dentale.

Il ponte è un’applicazione composta da due pilastri che sorreggono il ponte stesso.

Oltre al ponte ci sono le capsule dentali, che vengono utilizzate spesso come rimedio per la carie o per le fratture dentali.

Le capsule servono non solo a rendere più solida la struttura del dente, ma anche a renderla piacevole dal punto di vista estetico.

Infine c’è la protesi circolare, un ponte che incardina tutti i denti di un’unica arcata.

Finora abbiamo parlato delle diverse protesi fisse, ma dobbiamo rimarcare l’importanza dei materiali da cui esse sono composte. Abbiamo accennato alla ceramica come materiale fondamentale nel rivestimento esterno. Essa è integrata spesso da una capsula in metallo, che viene fuori da una lavorazione complessa in grado di conferire alla struttura la stessa solidità del dente.

Molto spesso i dentisti utilizzano protesi in zirconio-ceramica, poiché quest’ultime hanno una cromatura bianca che si avvicina maggiormente al colore naturale del dente.

Infine vanno citate le protesi fatte in di silicato di litio, ovvero senza l’utilizzo di alcun metallo ma composte di sola ceramica.

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