L’importanza del sogno in psicoanalisi

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Uno dei libri più famosi di Freud è l'Interpretazione dei sogni (1899) e seppur tanto è cambiato a livello di tecnica, il sogno rimane un elemento importante nell'analisi di un paziente, afferma Ilaria Sarmiento Psicologo e Psicoloanalista a Firenze.

Non è un elemento fondamentale, nel senso che ci sono pazienti che non ricordano i sogni e non per questo le loro analisi sono meno profonde o efficaci.

Quando un paziente arriva in seduta dicendo "ho sognato che…" i sensi dell'analisi si allertano, il sogno è vissuto come un dono del paziente, materiale importante su cui lavorare.

Chi sogna, sogna la propria mente.”

Il sogno è un contenitore di elementi dispersi della nostra mente, elementi che possono essere sia consci che inconsci. Il sogno è uno strumento della mente per integrare e dare senso ad elementi che si trovano in quella che Giovanni Hautmann ha chiamato pellicola di pensiero. Una pellicola tra conscio e inconscio che, nel suo versante conscio, forma i sogni.

Il sogno è un tentativo della nostra mente di fare ciò che, a livello relazionale, succede in analisi nel momento in cui lo psicoanalista formula un'interpretazione. L'interpretazione è un tentativo di rappresentare e dare senso agli elementi della seduta analitica, elementi che possono non essere consapevoli per il paziente. Il sogno esercita la stessa funzione con gli elementi che abitano la nostra mente. E' una condensazione di elementi mentali che l'analista può cogliere, perché vi riconosce quegli elementi che avevano già abitato le precedenti sedute, per questo non ha senso l'interpretazione di un sogno  al di fuori del processo analitico, così come non ha senso pensare ad un significato simbolico di elementi del sogno che possa essere universale. In definitiva, non ha senso pensare che "aver sognato che mi cadevano i denti" possa avere un significato univoco ed uguale per tutti.

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