La paura fa spavento

Vediamo di comprendere cos’è la paura, questa emozione così pervasiva nella nostra esistenza, come essa si attiva ed agisce sul piano somatico e su quello psichico e quali sono i suoi aspetti utili e proficui e quali quelli disfunzionali, nevrotici, distruttivi.
Facciamolo facendoci accompagnare da alcuni estratti di scritti del dottor Giacconi.
Probabilmente l’elenco delle paure emerse da un’indagine superficiale sarebbe generalmente scarso e breve. Questo perché gran parte delle paure che ci condizionano sono spesso inconsapevoli ed inconsce.
In realtà la maggior parte delle persone vive quasi perennemente in uno stato psicologico di paura, timore, ansia, apprensione, percependo uno stato di fondo di continua precarietà ed insicurezza.
La paura è uno dei più grossi problemi dell’umanità attuale, tra le principali cause di malattie sia fisiche che psichiche, è alla base di tutti i disturbi ansioso/depressivi nelle loro varie manifestazioni.
Abbiamo tutti spesso paura di qualcosa e siamo spesso alleati delle nostre strategie nevrotiche di difesastato di allertaall’attacco, alla rinuncia, all’ipercontrollo, alla repressione di sé e delle proprie emozioni ed istinti.

Conoscete le vostre paure?
La paura di perdere il lavoro, della povertà, di non avere abbastanza (cibo, soldi, successo, stima, fascino, etc). Paura di cosa pensano gli altri di voi, della critica, di non essere all’altezza o di perdere la posizione e l’immagine acquisita.
La paura che il corpo vi tradisca, del dolore, delle malattie, della morte nostra o dei nostri cari.
C’è la paura del rifiuto, dell’abbandono, della sofferenza emotiva, della solitudine, del tempo che passa, ma siamo spesso suggestionati a temere per la nostra incolumità, paura di ladri, terroristi, etc.
Proprio oggi giorno in cui le tecnologie, la civiltà moderna ed i sistemi di sicurezza hanno garantito condizioni di sopravvivenza e di protezione come mai prima d’ora, paradossalmente abbiamo sviluppato sempre maggiori paure e timori, la gran parte inutili, irrazionali, tossiche e dannose.
La paura può essere definita come una reazione specifica di allarme in relazione a qualche pericolo specifico reale o immaginario. Infatti, La nostra coscienza non distingue un’esperienza reale da una fortemente immaginata e quindi la reazione neuro-endocrina di allarme viene attivata a livello organico sia, per esempio, alla vista di un serpente velenoso, sia dal fatto di credere che qualcosa di lungo ed indefinito che trovo per terra possa essere un serpente, sia immaginando un serpente nella fantasia o nel sogno. Questo aspetto sarà fondamentale per comprendere gli aspetti nevrotici dell’autosuggestione ansiogena e paranoica.

La paura sul piano organico
La paura istintiva è uno schema di sopravvivenza che, in relazione a una situazione percepita pericolosa, fa scattare una reazione emotiva e neuro-endocrina di allarme. In tempi brevi si attiva una reazione di emergenza che può essere utile e congruente – se ci troviamo sull’orlo di un precipizio, veniamo aggrediti, entriamo in un banco di nebbia con la macchina– . Il nostro sistema di paura istintiva può salvare la nostra vita e quella di altre persone. Alcune persone lo attivano più di altre, spesso in maniera inutile e disfunzionale a causa di un eccesso di preoccupazione o un elevato livello di stress nervoso e di tensione muscolare, che ci porta a reagire anche alle più lievi sollecitazioni esterne (es. trasalire per lo squillo del telefono).
Quando questa reazione di allarme viene attivata ripetutamente per motivi sbagliati o tende a diventare uno stato di allerta cronica, provoca agitazione e confusione, e degenera spesso in patologie psicosomatiche a carico di diversi organi interni (stomaco, intestino, cuore, etc).
E’ una reazione quindi che va gestita correttamente al fine di permetterci di richiamare importanti risorse psicofisiche che ci rendono attivi e forti se viene usata e direzionata consapevolmente; oppure può essere un vero e proprio sistema di auto sabotaggio ed autolimitazione.

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 La paura sul piano psicologico

Le preoccupazioni sono totalmente virtuali ma creano emozioni e reazioni biologiche reali. Molte delle più importanti scoperte dell’essere umano sono state create sotto la spinta dell’esigenza di sicurezza e di superamento della paura. In questo modo la tendenza a preoccuparsi va vista come una spinta creativa, una sfida all’esistenza tesa al miglioramento della qualità di vita ed al problem solving.
Il problema è che spesso la preoccupazione diviene una forma di ossessione e di paranoia. Questo porta stress autogeno e la tendenza ad un ipercontrollo ansiogeno. Ecco perché è importante imparare a conoscerla ed ad acquisire mezzi e strumenti ad approccio corporeo, somato/respiratorio e cognitivo/comportamentale per gestire al meglio le nostre paure.

Dott. Gianluigi Giacconi

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