A Milano l’orto è sul tetto: alle case Aler si pensa green

In città come Milano poter avere un proprio orto da coltivare è un sogno. Il comune mette a disposizione dei piccoli appezzamenti di terreno, assegnandoli secondo precise norme e approvazioni dei consigli di zona, ma si tratta sempre di una fortuna destinata a poche persone.

Lo spazio del Super Studio Più di via Tortona ha invece deciso di sfidare i sogni e di trasformare in realtà la possibilità di poter coltivare sui tetti. Nato ad opera di Pistoletto per Expo 2015, oggi l’orto e i suoi 750 metri quadri producono una grande quantità di frutta e verdura.

Attualmente lo spazio è gestito da due donne dal pollice verde innato abitanti delle case Aler in zona Barona; ed è proprio in questo quartiere che si è deciso di partecipare a un bando per realizzare il prossimo orto urbano. Il progetto è ambizioso, ma non certo irrealizzabile.

orti milano aler

Foto da milano.corriere.it

Le case popolari di via Russoli verranno infatti riqualificate e dotate di un impianto solare fotovoltaico e di un bio digestore che trasforma lo scarto dell’umido in energia termica; l’obiettivo è rendere il complesso di abitazioni il più autosufficiente possibile dal punto di vista energetico, alleggerendo così anche le bollette degli inquilini.

Perché l’impianto sia ancora più efficiente sarebbe meglio includere nel progetto anche dei sistemi di accumulo fotovoltaico, che raccolgono l’energia accumulata di giorno rendendola disponibile immediatamente soprattutto nei momenti serali, cioè quelli in cui l’impianto a energia rinnovabile non può essere in funzione.

Ma meglio procedere gradualmente e sperare che tutto si concretizzi in tempi brevi. Alla progettazione hanno partecipato anche alcuni studenti del Politecnico di Milano e l’Ècole de paysage di Versailles: l’entusiasmo degli abitanti delle case Aler è tanto e sono in molti a credere in questa riqualificazione urbana.

Se gli 8 milioni di euro preventivati per i lavori del complesso di Via Russoli si riveleranno un investimento proficuo, è auspicabile che anche in altre aree della città si possano finalmente creare delle nuove realtà ecosostenibili.

Articolo scritto in collaborazione con Savenergy

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