I criteri di priorità per la gestione dei rifiuti

Pensare ai rifiuti come a qualcosa di cui ci si deve sbarazzare al più presto è uno sbaglio che può danneggiare non solo l’ambiente ma anche il portafoglio: essi, invece, vanno considerati come delle risorse che meritano di essere valorizzate e gestite in modo adeguato, in modo tale che nel corso del tempo sia possibile assicurare un approvvigionamento di energia e di materiali prolungato e sostenibile. Un report dello United Nations Environment Programme di recente ha stabilito che gli obiettivi di riciclo nella prospettiva di un’economia green entro il 2050 presuppongono il riciclo del 100% dei rifiuti elettronici, del 34% dei rifiuti urbani e del 15% dei rifiuti industriali; si dà per sottinteso che la frazione organica sia, a sua volta, recuperata al 100%, o per la produzione di energia o per la produzione di compost.

Stando allo stesso rapporto, il riciclo dei rifiuti è da considerare uno degli ambiti di maggior rilievo dal punto di vista delle potenzialità di sviluppo dell’occupazione: il settore dell’incenerimento e dello smaltimento è ritenuto capace di generare un numero di posti di lavoropari a un decimo di quelli assicurati dal settore del riciclo. Il riferimento normativo in Italia è rappresentato dal D. Lgs. n. 152 del 2006, secondo una gerarchia che include la prevenzione, la preparazione per il riutilizzo, il riciclo e altri tipi di recupero, tra cui il recupero di energia.

Il valore della prevenzione

In cima alla scala gerarchica c’è, dunque, la prevenzione: l’obiettivo primario deve essere quello di diminuire la quantità dei rifiuti che vengono prodotti, riducendo al tempo stesso le sostanze pericolose contenute in essi. In questo modo lo smaltimento può risultare più semplice. Come fare? Per esempio intervenendo sui sistemi di produzione industriali, ma anche facendo in modo che i consumatori diventino più consapevoli e siano indotti a cercare sul mercato prodotti più green. Basti pensare alla quantità di imballaggi eccessivi con cui abbiamo a che fare quando siamo al supermercato per trovare una dimostrazione immediata e diretta di come sia urgente soddisfare tale esigenza. Nella gerarchia dei rifiuti, insomma, ci si deve preoccupare prima di tutto di non produrli, i rifiuti.

Il riciclo e lo smaltimento

A questo punto si può pensare al riciclo: non solo il riciclo delle bottiglie di plastica o dei fogli di giornale, che rappresenta la nostra quotidianità, ma di tutti i rifiuti. Le attività di ritiro calcinacci Roma offrono uno dei tanti esempi disponibili in questo senso. Nel momento in cui non si può prevenire la produzione di determinati rifiuti, occorre riciclarli o recuperarli. I rifiuti di componenti elettronici ed elettrici, le batterie e i rifiuti da imballaggio sono stati al centro dell’attenzione a livello UE, al punto che per loro sono state emanate delle specifiche direttive finalizzate a indurre i diversi Paesi europei a redigere e a prevedere l’attuazione di leggi ad hoc.

Nel caso in cui sia impossibile riutilizzare o riciclare i rifiuti, essi sono destinati a essere inceneriti, ovviamente a condizione che ciò possa avvenire in completa sicurezza. Questo vuol dire che lo smaltimento in discarica è l’extrema ratio, la via da percorrere solo nel caso in cui tutte le altre siano impossibili. Anche in tal caso c’è bisogno di controlli meticolosi e di leggi restrittive.