Cincillà: origini, storia e come prendersene cura

Cincillà: origini, storia e come prendersene cura

cincillà, chiamati anche Chinchilla, sono un genere di roditori originari del Sud America. Una volta venivano cacciati e catturati per la loro pelliccia. Ora, dopo aver rischiato l’estinzione, il cincillà è diventato un animale da compagnia. Il loro aspetto ricorda quello di un grosso scoiattolo con un’andatura simile a quella del coniglio. Si tratta di un animale molto docile che non morde mai.

Origini del cincillà

Il Cincillà era in origine un roditore selvatico, endemico dell’America del Sud. Tutt’oggi vive in piccoli gruppi sparsi sulle Ande in Cile, Bolivia e Perù oppure in zone rocciose e con scarsa vegetazione. Questo roditore prende il nome da una tribù, chiamata Chibca, che occupava il territorio boliviano e li cacciava per la loro pregiata pelliccia.

Il nome Chinchilla sembra avere anche una seconda origine. Deriverebbe da “Chinche” che in spagnolo vuol dire cimice, quindi viene tradotto come “animale dal cattivo odore”, ma in reatà il cincillà non emana nessun odore sgradevole.

Cincillà: pellicce e rischio estinzione

Già gli stessi nativi prelevavano animali per farne pelliccia: lo testimoniano alcune rappresentazioni di riti religiosi in cui i sacerdoti Inca indossavano pellicce suntuose. I loro prelevamenti, però, non erano tali da portare i cincillà sull’orlo dell’estinzione.

Una delle cause principali del rischio di estinzione di questa specie, risale al sedicesimo secolo, quando l’interesse per la sua pelliccia divenne sempre più forte.

Il mercato, il business delle pellicce, arrivò in Italia solo negli anni novanta. Il manto era apprezzato per la sua consistenza morbida e venne (e viene ancora in alcuni paesi) sempre più utilizzato per il rivestimento di capi di abbigliamento d’alta moda.

L’ultimo allevamento di cincillà da pelliccia in Italia, Pegoraro Cincillà, ha chiuso solo nel 2014, grazie all’associazione Essere Animali.

L’utilizzo e lo sfruttamento continuo di questi animali per la loro pelliccia ha portato ad una grande diminuzione degli esemplari, basti pensare che per realizzare una pelliccia si necessita di almeno trenta cincillà. Per tale motivo il cincillà ha rischiato l’estinzione ed ad oggi risulta una specie protetta.

Cincillà come animale da compagnia

La maggior parte degli cincillà – dipende da esemplare a esemplare – si lascia coccolare e prendere in braccio da chi conoscono, anche se alcuni esemplari non amano tutte queste dolci attenzioni. In questo caso bisogna assecondare l’animaletto e non costringerlo a subire trattenimenti che non gradisce.

I cincillà sanno riconoscere il loro padrone e non amano affatto essere toccati da estranei. Se dovesse succedere, inizieranno a tremare e perdere pelo, seguendo il proprio istinto di difesa. La coda ha una caratteristica particolare: E’ facile da rompere, per un sistema di autodifesa, la perdita della coda li rende più agile durante un’eventuale fuga nel caso di attacco.

Ricordate che i cincillà non amano la luce diurna e che la temperatura in casa non deve superare i 26 °C. Lasciategli stare i baffi. Come per tanti altri animali, i baffi del cincillà hanno terminazioni nervose che li aiutano a muoversi nello spazio. Non sono roditori dotati di una vista acutissima e questi baffoni gli sono necessari per vivere.

Quanto vive in cattività

Si tratta di una specie molto longeva, che vive in media 10 anni. Tuttavia con buone cure ed affetto, in cattività, può vivere anche fino a 20 anni.

L’alimentazione del cincillà

Sul punto vista del cibo, il cincillà è un animale molto delicato. La sua alimentazione è generalmente costituita da fieno secco e mangime apposito, con aggiunta di mele, prezzemolo, broccoli, asparagi, carciofi, catalogna, radicchio, finocchio, ananas e frutti di bosco.

Da evitarsi sono invece alimenti grassi, fritti, cereali, farinacei e le verdure troppo acquose come la lattuga. Come leccornie si possono dare uvetta e frutta secca ma entrambe un massimo di 1-2 volte settimanali e in quantità ridottissime a causa dell’alto contenuto zuccherino dell’uvetta e dell’alto contenuto di grassi nella frutta secca (da evitare la buccia delle mandorle).

L’acqua non deve mai mancare e va cambiata almeno una volta al giorno.

La gabbia

Il cincillà è un animale molto vivave e fisico, che ha bisognio di saltare e arrampicarsi. Predisponetegli uno spazio più grande possibile. Le dimensioni minime di una gabbia sono 100 cm di altezza, 80 cm di lunghezza e 50 cm di profondità. La gabbietta deve essere a più piani e avere al suo interno un po’ di giochi come una ruota, tubi, scatole e materiale da sgranocchiare. Il fondo della gabbia deve essere di truciolato.

In natura il cincillà abiterebbe negli anfratti rocciosi, nascosto durante il giorno e attivo all’imbrunire. È necessario quindi approntargli una piccola zona-tana riparata e buia all’interno della gabbietta. Predisponete anche uno spazio con della sabbia fine, che permette loro di lavare e lucidare la loro pelliccia:

Mantenere la gabbia in un posto fresco e asciutto e mettere in atto dei rimedi contro il caldo come ripiani refrigerati e bottiglie ghiacciate che rinfrescano l’ambiente. Toglitelo spesso dalla gabbia e mettetegli a disposizione una pietra apposita che gli permette di consumare i denti in continua crescita.

Pulizia e igiene

È necessario cambiare il fondo della gabbia e disinfettarla almeno una volta a settimana. Rimuovere gli escrementi tutti i giorni.

Il Cincillà è un animale molto pulito e inodore che non necessita di alcuna pulizia da parte dell’allevatore. Vietatissimo fargli il bagno perché il cincillà da bagnato potrebbe raffreddarsi o sviluppare delle muffe nel pelo bagnato. Necessita ogni giorno di rotolarsi in una sabbia apposita per lui, che separa il pelo rendendolo più bello e pulito, eliminando il sebo in eccesso. Per assicurarsi la sua salute sono fargli fare regolarmente il bagno di sabbia.

Visite dal veterinario

Il cincillà non ha bisogno di vaccinazioni. Sono consigliate comunque visite periodiche di controllo annuali per controllare lo stato generale e soprattutto la crescita dei denti. Il veterinario deve essere specializzato in esotici.

Convivenza con altri pelosi

Se avete in casa già un cane o un gatto, ricordate che si tratta di animali predatori e qualsiasi inserimento deve essere valutato con degli specialisti. Tipicamente è però sconsigliato. Per quanto riguarda la convivenza con i conigli, dipende dal carattere di entrambi: il coniglio è generalmente socievole, mentre il cincillà è più indipendente.

I cincilla potrebbero trovare una serena convivenza con le cavie peruviane. Hanno molto in comune, oltre alle origini, ed entrambi sono poco territoriali e mansueti.

Fonte: Cincillà: origini, storia e come prendersene cura

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