Dl Irpef è legge: rinnovabili salve solo a metà

In questi giorni è stato approvato definitivamente il decreto Irpef, dopo il voto della Camera (322 sì, 149 no, 8 astenuti) che l’ha trasformato in legge. Il provvedimento salva le energie rinnovabili in agricoltura, ma soltanto per il 2014 e unicamente per alcune tipologie di impianti con limiti nella produzione.

L’approvazione definitiva del decreto legislativo Irpef, diventato legge qualche giorno fa, salva le rinnovabili ma solo a metà.

In effetti, soltanto fino al 31 dicembre 2014, tutte le entrate derivanti dall’energia elettrica e termica prodotta da fonti rinnovabili per gli operatori agricoli verrà considerato reddito agrario, purché tale produzione rientri sotto la soglia dei 2.400 MWh/anno per gli impianti a biomassa (corrispondente a una potenza di circa 300 kW), e fino a 260 MWh/anno per gli impianti fotovoltaici (che si corrisponde ad una potenza di circa 200 kW).

Così, questi operatori continueranno ad essere tassati in maniera agevolata. Invece, coloro che registreranno produzioni sopra questi limiti, la nuova legge prevede che il reddito da rinnovabili sia “determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto il coefficiente di redditività del 25%”.

In questo caso, in effetti, il reddito delle persone fisiche, delle società semplici e degli altri soggetti derivante dalla produzione di energia pulita verrà tassato del 25%.

Per maggiori informazioni sulle compagnie del mercato libero che offrono tariffe luce “pulite”, ovvero prodotte al 100% da fonti rinnovabili, rinviamo al portale SosTariffe.it

 

 

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